Dopo il grande successo di Bergamo, le preziose carte quattrocentesche del Mazzo Colleoni varcano l’Atlantico. Dal 27 giugno al 4 ottobre 2026, la Morgan Library & Museum di New York ospita “Tarot! Renaissance Symbols, Modern Visions”, nuova tappa internazionale del progetto avviato dall’Accademia Carrara.
Il viaggio dei Tarocchi bergamaschi non si ferma. Dopo aver attirato oltre 112.000 visitatori tra febbraio e giugno 2026, il progetto espositivo dell’Accademia Carrara approda al cuore di New York, alla Morgan Library & Museum, una delle istituzioni culturali più prestigiose del mondo.
La mostra newyorchese — intitolata “Tarot! Renaissance Symbols, Modern Visions” — porta con sé una selezione delle carte bergamasche del celebre Mazzo Colleoni, il più completo tra i mazzi quattrocenteschi conservati al mondo, diviso tra la Carrara (26 carte), la stessa Morgan Library (35 carte) e una collezione privata (13 carte). Un oggetto straordinario, che Italo Calvino aveva scelto come dispositivo narrativo ne Il castello dei destini incrociati (1973).
La mostra di Bergamo: sette secoli di storia in sette sezioni
Prima di sbarcare oltreoceano, i Tarocchi hanno vissuto la loro rinascita proprio a Bergamo. “Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna”, curata da Paolo Plebani e allestita all’Accademia Carrara dal 27 febbraio al 2 giugno 2026, ha rappresentato la panoramica più completa mai realizzata su queste carte, con prestiti da istituzioni di altissimo profilo: il Metropolitan Museum di New York, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington, la Bibliothèque nationale de France e la Beinecke Library di Yale, tra gli altri.
Il percorso si sviluppava in sette sezioni — dalla corte rinascimentale al Surrealismo, passando per i Trionfi petrarcheschi e la stagione divinatoria — raccontando come un mazzo di 78 carte abbia attraversato sette secoli senza perdere la propria forza simbolica.
Tra i capolavori in mostra: le carte del Mazzo Colleoni attribuite a Bonifacio Bembo, opere di Victor Brauner, Leonora Carrington, Niki de Saint Phalle, Francesco Clemente e una celebre fotografia di Irving Penn del 1949.
Cosa sono (davvero) i Tarocchi
Nell’immaginario collettivo i Tarocchi sono sinonimo di divinazione, ma per gran parte della loro storia furono semplicemente un gioco di carte. Nati nelle corti dell’Italia settentrionale intorno alla metà del Quattrocento — probabilmente a Milano, nell’ambiente degli Sforza e dei Visconti — si diffusero poi con la stampa, prima come intrattenimento aristocratico e poi popolare. Solo alla fine del Settecento, grazie agli studi di Antoine Court de Gébelin e di Etteilla, acquisirono la dimensione esoterica e divinatoria che ancora oggi li caratterizza nell’immaginario comune.
Un mazzo tradizionale è composto da 78 carte: 56 Arcani minori (suddivisi nei quattro semi di Bastoni, Coppe, Denari e Spade) e 22 Arcani maggiori, con figure simboliche come il Matto, la Papessa, la Forza, la Ruota della Fortuna e il Mondo.
Il progetto continua: scultura permanente e nuovo allestimento

Il ritorno delle carte del Mazzo Colleoni da New York segnerà un’ulteriore tappa: un nuovo allestimento permanente nelle sale del museo bergamasco. Nel frattempo, il 25 giugno 2026 sarà inaugurata nei Giardini PwC della Carrara la scultura “La Forza” di Chiara Camoni — artista del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia — prima opera del progetto pluriennale Figure nel Paesaggio, commissionata dal museo e ispirata all’Arcano XI dei Tarocchi.
Un progetto, quello avviato dall’Accademia Carrara, che unisce ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e dialogo con il contemporaneo — e che, da Bergamo, ha saputo parlare al mondo.






