Il design da collezione tra mercato e passione

del

Conversazione con Domenico Raimondo, Head of Department Design Europe e Senior International Specialist presso Phillips

Negli ultimi anni, il design da collezione ha conosciuto una crescita significativa, affermandosi come uno dei segmenti più dinamici del mercato internazionale. Sempre più integrato nelle collezioni di arte moderna e contemporanea, il design si muove oggi tra ricerca storica, sperimentazione e nuove logiche di mercato.

In questa conversazione, Domenico Raimondo — Head of Department, Design, Europe e Senior International Specialist presso Phillips — offre uno sguardo approfondito sull’evoluzione del settore: dalle dinamiche delle aste alle nuove tendenze del collezionismo, fino al ruolo della passione come motore fondamentale nella costruzione di una collezione.

Domenico Raimondo_Head of Department, Design, Europe e Senior International Specialist presso Phillips

Arianna Rosica: Negli ultimi anni, il design da collezione ha attirato una crescente attenzione internazionale: secondo lei, quali sono i principali fattori che guidano questa evoluzione?

Domenico Raimondo: I collezionisti di arte moderna e contemporanea vedono sempre più il design come un naturale complemento alle loro opere d’arte. Come in ogni mercato, esistono dei cicli: con il calo dell’interesse verso l’antiquariato tradizionale, il design da collezione è subentrato per colmare quello spazio, espandendosi significativamente.

Ciò che è particolarmente interessante è la rapidità con cui il design è cresciuto in termini di valore, evolvendosi parallelamente ai mercati dell’arte moderna e contemporanea. Questa crescita parallela ha reso il design da collezione un’area particolarmente dinamica ed entusiasmante all’interno del più ampio mercato dell’arte.

Osvaldo Borsani and Lucio Fontana_Wall-mounted console, designed for the dining room of Casa S., Milan, circa 1950_Estimate £100,000–150,000_Sold For £1,135,700_Design_London, November 2024_Phillips

AR: All’interno delle aste di Phillips, quali tipologie di opere o designer stanno emergendo con maggior forza nel dipartimento di design?

DR: Da Phillips, pur continuando a presentare i nomi chiave del design francese, italiano e scandinavo, poniamo un forte accento sulla valorizzazione di designer insoliti e meno noti che operano nei medesimi contesti storici e culturali.

Questo approccio è importante perché aiuta ad approfondire la comprensione di un determinato periodo. Permette ai collezionisti di esplorare oltre il canone stabilito e di scoprire nuove prospettive. Per molti versi, si tratta di un approccio educativo, che incoraggia confronti storici più ampi e offre l’opportunità di acquisire opere che sono allo stesso tempo significative e poco riconosciute.

Installation shots_Phillips London 30 aprile 2026

AR: In che modo i collezionisti si muovono oggi tra design storico e contemporaneo? Ha notato cambiamenti nelle preferenze o nelle strategie di acquisizione?

DR: Il design storico tende ad essere il segmento più forte. Il design contemporaneo ha vissuto una crescita esponenziale nei primi anni 2000, ma la crisi finanziaria del 2008 ha dato il via a una necessaria correzione del mercato. Ciò ha portato a una rivalutazione che ha infine stabilito un parametro di riferimento più solido, a partire dal quale il mercato ha ripreso una traiettoria di crescita costante e sostenibile.

Oggi, molto dipende dal gusto individuale. Il design contemporaneo è spesso audace e altamente espressivo, con un linguaggio estetico forte che attrae alcuni collezionisti più di altri. Di conseguenza, assistiamo a una coesistenza di approcci, con collezionisti che navigano tra profondità storica e sperimentazione contemporanea in base al proprio gusto personale.

Jean Dunand_‘Les Palmiers’ smoking room, from the residence of Mademoiselle Colette Aboucaya, Paris, 1930-1936_Estimate £1,500,000–2,000,000_Sold For £3,289,500_Design_London, June 2021_Phillips

AR: Quale consiglio darebbe a chi si avvicina oggi al mondo del design da collezione, sia in termini di ricerca che di investimento culturale e finanziario?

DR: Non esiste una regola d’oro. Naturalmente, quando sono in gioco somme significative, è difficile non considerare l’aspetto dell’investimento. Tuttavia, se possibile, ci si dovrebbe avvicinare al collezionismo partendo da un sentimento di autentica passione e curiosità.

Le collezioni più significative sono costruite da individui profondamente interessati a ciò che acquistano – persone che vogliono vivere con questi oggetti e sviluppare la propria competenza nel tempo. Credo fermamente che acquistare puramente per investimento non sia l’approccio corretto.

Al contrario, collezionate ciò che amate, ciò che vi emoziona e in cui credete. Se l’attenzione è rivolta esclusivamente al ritorno finanziario, spesso si trasforma in una strategia a breve termine piuttosto che in una visione a lungo termine. Alcuni dei collezionisti più influenti hanno plasmato interi mercati attraverso la loro passione, il loro impegno e un approccio mirato al collezionismo.

Arianna Rosica
Arianna Rosica
Arianna Rosica (Chieti, 1976) è curatrice e critica d’arte. Co-dirige dal 2016 il Festival del Paesaggio Capri/Anacapri ed è responsabile della ricerca curatoriale presso la Fondazione Michetti. Dal 2025 è co-curatrice del Premio Jumeirah Capri Palace, incarico che si inserisce nel suo lavoro di ricerca e promozione delle pratiche contemporanee. Ha insegnato Curatela e pratiche espositive alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e Tecniche della comunicazione all’ISIA Pescara, affiancando all’attività curatoriale una costante pratica didattica. Il suo percorso si articola tra istituzioni museali, editoria e progettazione curatoriale: ha fatto parte del team curatoriale del Museo Madre ed è stata co-direttrice del MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli. In ambito editoriale, dal 2003 al 2016 ha collaborato con Flash Art Italia, di cui è stata caporedattrice dal 2009, ideando Flash Art Design e contribuendo a progetti ed eventi internazionali come Milano e Bologna Flash Art Fair, Flash Art Event e la Biennale di Praga. La sua attività curatoriale comprende mostre personali e collettive dedicate ad artisti di diverse generazioni — tra cui Luigi Ghirri, Alessandro Mendini, Ettore Spalletti, Gianfranco Baruchello, Liliana Moro, Stefano Arienti, Enzo Cucchi, Sandro Chia, Maurizio Nannucci, Adrian Paci, Ilya ed Emilia Kabakov — realizzate in istituzioni quali Fondazione Ravello, L’ARCA di Teramo, il Museo Madre, il MARCA di Catanzaro, il MACTE e Villa San Michele ad Anacapri. Tra le altre esperienze, è stata direttrice artistica di YAG Garage (Pescara) e responsabile dei progetti speciali di Artribune. Ha inoltre collaborato con l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e ha ideato per la Fondazione Capri il programma di residenze d’artista Travelogue.

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