Conversazione con Domenico Raimondo, Head of Department Design Europe e Senior International Specialist presso Phillips
Negli ultimi anni, il design da collezione ha conosciuto una crescita significativa, affermandosi come uno dei segmenti più dinamici del mercato internazionale. Sempre più integrato nelle collezioni di arte moderna e contemporanea, il design si muove oggi tra ricerca storica, sperimentazione e nuove logiche di mercato.
In questa conversazione, Domenico Raimondo — Head of Department, Design, Europe e Senior International Specialist presso Phillips — offre uno sguardo approfondito sull’evoluzione del settore: dalle dinamiche delle aste alle nuove tendenze del collezionismo, fino al ruolo della passione come motore fondamentale nella costruzione di una collezione.

Arianna Rosica: Negli ultimi anni, il design da collezione ha attirato una crescente attenzione internazionale: secondo lei, quali sono i principali fattori che guidano questa evoluzione?
Domenico Raimondo: I collezionisti di arte moderna e contemporanea vedono sempre più il design come un naturale complemento alle loro opere d’arte. Come in ogni mercato, esistono dei cicli: con il calo dell’interesse verso l’antiquariato tradizionale, il design da collezione è subentrato per colmare quello spazio, espandendosi significativamente.
Ciò che è particolarmente interessante è la rapidità con cui il design è cresciuto in termini di valore, evolvendosi parallelamente ai mercati dell’arte moderna e contemporanea. Questa crescita parallela ha reso il design da collezione un’area particolarmente dinamica ed entusiasmante all’interno del più ampio mercato dell’arte.

AR: All’interno delle aste di Phillips, quali tipologie di opere o designer stanno emergendo con maggior forza nel dipartimento di design?
DR: Da Phillips, pur continuando a presentare i nomi chiave del design francese, italiano e scandinavo, poniamo un forte accento sulla valorizzazione di designer insoliti e meno noti che operano nei medesimi contesti storici e culturali.
Questo approccio è importante perché aiuta ad approfondire la comprensione di un determinato periodo. Permette ai collezionisti di esplorare oltre il canone stabilito e di scoprire nuove prospettive. Per molti versi, si tratta di un approccio educativo, che incoraggia confronti storici più ampi e offre l’opportunità di acquisire opere che sono allo stesso tempo significative e poco riconosciute.
AR: In che modo i collezionisti si muovono oggi tra design storico e contemporaneo? Ha notato cambiamenti nelle preferenze o nelle strategie di acquisizione?
DR: Il design storico tende ad essere il segmento più forte. Il design contemporaneo ha vissuto una crescita esponenziale nei primi anni 2000, ma la crisi finanziaria del 2008 ha dato il via a una necessaria correzione del mercato. Ciò ha portato a una rivalutazione che ha infine stabilito un parametro di riferimento più solido, a partire dal quale il mercato ha ripreso una traiettoria di crescita costante e sostenibile.
Oggi, molto dipende dal gusto individuale. Il design contemporaneo è spesso audace e altamente espressivo, con un linguaggio estetico forte che attrae alcuni collezionisti più di altri. Di conseguenza, assistiamo a una coesistenza di approcci, con collezionisti che navigano tra profondità storica e sperimentazione contemporanea in base al proprio gusto personale.

AR: Quale consiglio darebbe a chi si avvicina oggi al mondo del design da collezione, sia in termini di ricerca che di investimento culturale e finanziario?
DR: Non esiste una regola d’oro. Naturalmente, quando sono in gioco somme significative, è difficile non considerare l’aspetto dell’investimento. Tuttavia, se possibile, ci si dovrebbe avvicinare al collezionismo partendo da un sentimento di autentica passione e curiosità.
Le collezioni più significative sono costruite da individui profondamente interessati a ciò che acquistano – persone che vogliono vivere con questi oggetti e sviluppare la propria competenza nel tempo. Credo fermamente che acquistare puramente per investimento non sia l’approccio corretto.
Al contrario, collezionate ciò che amate, ciò che vi emoziona e in cui credete. Se l’attenzione è rivolta esclusivamente al ritorno finanziario, spesso si trasforma in una strategia a breve termine piuttosto che in una visione a lungo termine. Alcuni dei collezionisti più influenti hanno plasmato interi mercati attraverso la loro passione, il loro impegno e un approccio mirato al collezionismo.





