Con Pluriversal Recapturings, realizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, l’artista brasiliana trasforma un muro e un giardino in un ecosistema condiviso tra specie umane e non umane. L’intervento celebra i dieci anni del riconoscimento UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e conferma il crescente dialogo tra arte contemporanea e territorio.
L’arte pubblica torna a misurarsi con il paesaggio, non come semplice elemento da valorizzare ma come organismo vivente. A Canelli, nel cuore dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale UNESCO, Maria Thereza Alves presenta Pluriversal Recapturings (Riconquiste pluriversali), progetto permanente realizzato in occasione del decennale dell’iscrizione del sito nella Lista del Patrimonio Mondiale.

L’intervento nasce dalla collaborazione tra il Comune di Canelli, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e l’Associazione per i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, con il sostegno del Fondo Unico Nazionale per il Turismo e della Regione Piemonte. L’opera consolida inoltre il ruolo di Canelli tra le “Capitali Sorelle” di Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.
Da oltre quarant’anni Alves sviluppa una pratica che intreccia ricerca, ecologia politica e memoria dei luoghi. Per il progetto piemontese l’artista ha lavorato con studiosi, professionisti e comunità locali, osservando le relazioni tra flora, fauna, pratiche agricole e trasformazioni del territorio.
Il risultato è una struttura muraria costruita con mattoni e pietra da cantoni, concepita per offrire rifugio a insetti, piccoli animali e vegetazione spontanea. I mattoni sporgenti evocano le traiettorie di volo di farfalle e pipistrelli e i movimenti delle lucertole, trasformando il muro in un dispositivo ecologico oltre che simbolico. Attorno all’opera si sviluppa un giardino progettato con ecoLogicStudio, destinato a evolvere nel tempo secondo le dinamiche naturali del sito.

Più che un monumento celebrativo, Pluriversal Recapturings propone una riflessione sul patrimonio come processo in continua trasformazione. Il paesaggio UNESCO non viene interpretato come immagine cristallizzata, ma come spazio di coesistenza tra specie, culture e pratiche, in cui l’intervento artistico diventa occasione per ripensare il rapporto tra uomo e ambiente. Un approccio coerente con la ricerca internazionale di Alves, che conferma come l’arte pubblica possa oggi farsi strumento di lettura critica dei territori, oltre ogni funzione decorativa.




