Quando una copia diventa un capolavoro: il Laocoonte da 13,6 milioni sorprende il mercato

del

Da Sotheby’s a Londra una rarissima fusione in bronzo del celebre gruppo scultoreo supera di oltre sei volte la stima e riaccende il dibattito sul valore della copia nella storia dell’arte.

Ci sono opere che attraversano i secoli senza mai perdere la capacità di stupire. Il Laocoonte è una di queste. Dal suo spettacolare ritrovamento a Roma, il 14 gennaio 1506, quando Michelangelo e Giuliano da Sangallo riconobbero nel gruppo marmoreo appena emerso dal terreno la scultura descritta da Plinio il Vecchio, l’immagine del sacerdote troiano e dei suoi figli avvolti dai serpenti è diventata uno dei modelli fondativi dell’arte occidentale.

Un’opera romana di età imperiale, probabilmente ispirata a un perduto originale ellenistico, capace nei secoli di generare innumerevoli copie, fusioni e reinterpretazioni.

È proprio una di queste ad aver infiammato il mercato martedì sera a Londra. Da Sotheby’s, l’Hamilton Laocoön, una rarissima fusione in bronzo a grandezza naturale realizzata nel 1817 dallo scultore Auguste-Jean Marie Carbonneaux, è stata contesa per oltre quindici minuti da quattro offerenti internazionali.

Auguste-Jean Marie Carbonneaux, The Hamilton Laocoön, estimate £2-3m

Stimata appena 2-3 milioni di sterline, è salita fino a 13,6 milioni di sterline (18,1 milioni di dollari), diventando la seconda scultura pre-moderna più costosa mai venduta all’asta e la scultura neoclassica più pagata di sempre. L’aggiudicazione ha contribuito a portare il totale della serata dedicata agli Old Masters a 51,3 milioni di sterline, il miglior risultato londinese di Sotheby’s dal 2019.

Tra i protagonisti anche il raro dipinto storico di Rembrandt, aggiudicato per 8 milioni di sterline, e Scene in Braemar di Edwin Landseer, nuovo record per l’artista con 5,9 milioni di sterline.

Ma la vera lezione arriva dal primo lotto della serata. Perché a stabilire un record non è stato un originale dell’antichità, bensì una copia. O, meglio, un’opera che testimonia come il concetto di copia nella storia dell’arte sia molto diverso da quello di semplice imitazione.

I Romani costruirono buona parte della propria cultura figurativa replicando i grandi modelli della Grecia ellenistica. Senza quelle copie oggi avremmo perduto la memoria di moltissimi capolavori antichi. La replica era uno strumento di trasmissione del sapere, di prestigio, di studio e di diffusione dei linguaggi artistici, non un surrogato dell’originale.

È una riflessione sviluppata anche nel volume Copie, repliche ed edizioni nella storia dell’arte, prodotto da Save the Artistic Heritage, curato da Arturo Galansino ed edito da Moebius. Tra i contributi più autorevoli figura quello di Salvatore Settis, che ricostruisce come la pratica della copia abbia rappresentato per secoli uno dei principali strumenti di conservazione e diffusione della cultura figurativa occidentale.

Il risultato di Sotheby’s sembra oggi confermare proprio questa prospettiva. Nel mercato contemporaneo non è soltanto l’originalità assoluta a determinare il valore di un’opera, ma anche la sua capacità di raccontare la storia di un’immagine e della sua fortuna attraverso il tempo. In fondo, alcune copie non sostituiscono l’originale: ne prolungano la vita. E, qualche volta, finiscono per scrivere esse stesse un nuovo capitolo della sua storia.

Collezione da Tiffany
Collezione da Tiffany
Nato il 5 giugno del 2012 da un’idea del giornalista e storico della critica d’arte Nicola Maggi, Collezione da Tiffany è il primo Blog italiano interamente dedicato al collezionismo d’arte contemporanea.

Collezione da Tiffany è gratuito, senza contenuti a pagamento, senza nessuna pubblicità e sarà sempre così.

Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi approfondire ancora di più il mercato dell'arte,
puoi sostenerci abbonandoti a

News Mercato Arte

Anticipazioni, trend, opportunità e segnali nascosti del mercato dell’arte

Ogni settimana, notizie, aste e analisi scelte per chi colleziona e investe con strategia.

 

Scopri di più!

Condividi
Tags

recenti

Asta Wannenes Design: a Genova il Novecento italiano si racconta tra Fontana Arte, BBPR e modernismo brasiliano

Il 9 e 10 luglio Wannenes batte all'asta a Genova icone del design: da Fontana Arte al modernismo brasiliano, pezzi unici del '900 italiano.

Un giovedì della Valacchi

Lo smarrimento estivo dell’avventore dell’arte L’estate è una stagione di grande smarrimento per l’avventore dell’arte. Solitamente impegnato, durante l’inverno, in una fitta agenda di eventi...

Chiara Camoni inaugura Figure nel Paesaggio ai Giardini PwC dell’Accademia Carrara

Scopri Figure nel Paesaggio, il nuovo progetto dell'Accademia Carrara inaugurato da Chiara Camoni nei Giardini PwC.

Articoli correlati