Il 9 e 10 luglio 2026, nella cornice di Villa Carrega Cataldi a Genova, la casa d’aste Wannenes porta in vendita un secolo di storia del design italiano e internazionale, dagli anni Trenta agli anni Ottanta. Dalle lampade di Max Ingrand per Fontana Arte al radicalismo milanese di Ettore Sottsass, fino al modernismo brasiliano di Sergio Rodrigues e Jorge Zalszupin: ecco i lotti da non perdere.
C’è un filo che lega un cristallo molato di Fontana Arte a una poltrona in legno esotico disegnata a Rio de Janeiro, ed è lo stesso filo che la casa d’aste Wannenes ha scelto di srotolare nella sua prossima vendita dedicata al design e allo stile italiano del Novecento. L’appuntamento è fissato per giovedì 9 e venerdì 10 luglio 2026, nelle sale di Villa Carrega Cataldi, in via Albaro 11 a Genova, sede storica della casa d’aste fondata nel 2001 e oggi presente anche a Milano, Roma, Torino e Monte Carlo.
Non si tratta della solita rassegna di pezzi iconici già visti decine di volte sul mercato. Il catalogo costruisce piuttosto un percorso che attraversa l’intero secolo breve del design: dalle vetrerie artistiche di Murano degli anni Trenta, passando per la stagione razionalista e quella radicale milanese, fino alle sperimentazioni postmoderne di Memphis e al modernismo carioca. Un’occasione per collezionisti, interior designer e semplici appassionati di capire come il gusto italiano abbia dialogato, decennio dopo decennio, con le altre culture progettuali del mondo.
Max Ingrand e Fontana Arte: la luce come materia nobile
Il nucleo più consistente della vendita ruota attorno a Max Ingrand, il maestro vetraio francese che dal 1954 al 1964 diresse l’atelier artistico di Fontana Arte, l’azienda milanese che sotto la sua guida trasformò radicalmente il proprio linguaggio: da un’estetica decorativa e borghese a un rigore quasi spaziale nel rapporto tra luce e materia. Ingrand, formatosi a Parigi e specializzatosi nelle vetrate artistiche per edifici religiosi prima di approdare al design industriale, considerava l’illuminazione una componente architettonica a tutti gli effetti, parte integrante dello spazio in cui veniva inserita.

Tra i pezzi più significativi spicca la lampada a sospensione modello 2088 degli anni Sessanta (lotto 138), stimata 9.000-14.000 euro. Il lotto 27 propone invece un terzetto di lampade a sospensione modello 2126/1 in ottone nichelato e cristallo molato, con stima 7.000-9.000 euro, mentre a chiudere la rosa dei pezzi firmati Ingrand è una lampada a sospensione del 1955 circa in ottone nichelato, alluminio e cristallo colorato (lotto 128), valutata 12.000-16.000 euro. Non manca un omaggio a un altro protagonista della scuola Fontana Arte, Pietro Chiesa, con una lampada a sospensione anni Quaranta in legno verniciato e cristallo curvato (lotto 235, stima 1.600-2.000 euro).
BBPR e il radicalismo milanese: dall’architettura all’oggetto

Di tutt’altro respiro, ma altrettanto rilevante, è la grande lampada a plafone firmata dallo studio B.B.P.R. (lotto 85), variante del modello 2045/a prodotta da Arteluce negli anni Sessanta in alluminio verniciato e vetro stampato, con una stima tra le più alte dell’intera asta: 22.000-28.000 euro. Lo studio BBPR, sigla che riunisce i cognomi di Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, fu fondato a Milano nel 1932 ed è considerato uno dei sodalizi più influenti dell’architettura razionalista italiana, autore della Torre Velasca e firma, insieme alle sedute Elettra per Arflex e ai mobili per ufficio Spazio di Olivetti, di una serie di apparecchi illuminanti per Arteluce che oggi sono ambitissimi dal collezionismo internazionale.

Il percorso dedicato al linguaggio postmoderno e radicale milanese prosegue con due testimonianze di Ettore Sottsass: una rara scatola modello 192 in ceramica decorata, prodotta da Il Sestante nel 1959 circa (lotto 9, stima 1.800-2.200 euro), e una coppia di étagère per Casa C. in laminato serigrafato realizzate da Cassina alla fine degli anni Ottanta (lotto 112, stima 3.000-4.000 euro). Due oggetti che raccontano le due anime di Sottsass: quella più sobria e ceramista degli esordi e quella esplosiva, cromaticamente audace, della stagione Memphis.
Murano e l’illuminazione storica: Toso, Seguso, Barbi

Prima di arrivare al design del dopoguerra, l’asta dedica spazio anche all’illuminazione storica veneziana. Il lotto 78 presenta un’importante sospensione degli anni Trenta attribuita ai Fratelli Toso, eseguita da Ferro & Toso a Murano, stimata 1.500-2.000 euro. A seguire, due sospensioni in vetro lattimo firmate Seguso degli anni Cinquanta (lotto 52, stima 1.500-2.000 euro) e una scenografica lampada in ottone sbalzato di Tommaso Barbi per la Bottega Gadda, datata anni Settanta (lotto 80, stima 4.000-6.000 euro). Completa la sezione dedicata alla luce il prototipo della lampada da terra modello Riflessione, disegnata da Claudio Salocchi per Skipper in metallo verniciato (lotto 87, stima 1.600-2.000 euro): un pezzo unico che testimonia la fase sperimentale che precede la produzione in serie.

Arredi e sedute: da Paolo Buffa a Massimo Iosa Ghini

Sul fronte degli arredi, l’asta restituisce l’evoluzione del gusto domestico italiano lungo quasi mezzo secolo. Si parte da un elegante divano in ciliegio massello firmato Paolo Buffa negli anni Quaranta (lotto 34, stima 2.600-2.800 euro), per arrivare a quattro sedie modello Notorius disegnate da Massimo Iosa Ghini per Moroso nel 1988 (lotto 106, stima 1.200-1.600 euro), pezzo che incarna pienamente l’estetica “bolide” cara al designer bolognese, sospesa tra dinamismo futurista e ironia postmoderna. Chiude la sezione un letto degli anni Ottanta realizzato da Toni Cordero per una committenza privata torinese (lotto 339, stima 2.400-2.600 euro).
Il modernismo brasiliano: Zalszupin, Rodrigues e Memphis


La parte più sorprendente del catalogo è probabilmente quella che esce dai confini italiani per raccontare il modernismo brasiliano degli anni Sessanta, un movimento che negli ultimi quindici anni ha conosciuto una crescita di interesse e di valore sul mercato internazionale dell’arte e del design pressoché ininterrotta. Il lotto 10 propone il tavolo modello Guanabara di Jorge Zalszupin, in legno, cemento e metallo, stimato 8.000-10.000 euro: Zalszupin, architetto polacco naturalizzato brasiliano, fu tra i protagonisti della scuola di San Paolo che seppe coniugare il rigore razionalista europeo con le essenze lignee tropicali e l’artigianato locale.
Accanto a lui, una coppia di poltrone modello Tonico disegnate nel 1963 da Sergio Rodrigues, in legno esotico e pelle (lotto 82, stima 8.000-10.000 euro): Rodrigues, considerato il padre del design moderno brasiliano e celebre soprattutto per la poltrona Mole, è oggi uno dei nomi più ricercati nelle aste internazionali dedicate al Novecento. Chiude idealmente il cerchio tra Italia e Brasile, e tra modernismo e postmoderno, il divano modello Big Sur disegnato nel 1985 da Peter Shire per il collettivo Memphis (lotto 182, stima 2.400-2.600 euro), manifesto del gusto pop e cromaticamente eccentrico che negli anni Ottanta rivoluzionò il concetto stesso di arredo.
Informazioni pratiche
L’asta si terrà giovedì 9 e venerdì 10 luglio 2026 presso Villa Carrega Cataldi, in via Albaro 11 a Genova. Gli esperti del dipartimento Design sono Andrea Schito e Giacomo Abate. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito wannenesgroup.com.




