11.9 C
Pesaro

dal 2012 il primo magazine dedicato al collezionismo e al mercato dell'arte moderna e contemporanea.

Copie, repliche e nuove tecnologie: Brera apre una riflessione decisiva sul futuro dell’arte

del

Alla Biblioteca Nazionale Braidense il convegno “Copie, Repliche ed Edizioni nella Storia dell’Arte”, promosso dalla Pinacoteca di Brera e da Save the Artistic Heritage, ha riportato al centro un tema che attraversa la storia ma oggi assume una forza nuova: la copia come strumento di diffusione, tutela e consapevolezza.

Un argomento che si carica di attualità proprio in un momento in cui, tra nuove tecnologie e crescenti mistificazioni, il rischio non è soltanto la perdita degli originali, ma una vera involuzione culturale.

Una genealogia che attraversa i secoli

Sin dalle prime battute è emerso un punto fondamentale: la copia non è un surrogato, né un’alternativa “minore” rispetto all’opera originale. Nel corso dei secoli ha sempre avuto un ruolo nella trasmissione del sapere artistico, dalle copie greche in epoca romana alle incisioni, dalla serigrafia ai multipli del secondo Novecento.

La storia stessa dell’arte è, in larga parte, storia di copie. E la contemporaneità, con la sua tecnologia, non fa che aggiungere un nuovo capitolo a questa lunga genealogia.

Il modello tecnologico di Save the Artistic Heritage

Da qui nasce il progetto presentato da Save the Artistic Heritage, sostenuto dalla tecnologia brevettata da Cinello, che rende possibile la creazione di copie digitali numerate, autenticate e non replicabili.

Con nove esemplari, come tradizione vuole per le sculture considerate opere uniche sul mercato: tre destinati ai musei, per garantirne i prestiti e la valorizzazione senza mettere a rischio l’originale; sei affidati a patrons e filantropi che sostengono attivamente il patrimonio.

Questo modello crea un legame diretto tra istituzioni pubbliche e privati, rafforzando l’indipendenza dei musei e costruendo una comunità internazionale responsabile e coinvolta.
Non è un’operazione commerciale, come ha sottolineato Mario Cristiani, ma un percorso di tutela che mette al centro l’opera, i suoi diritti e la sua storia.

Il primo Quaderno e il contributo degli studiosi

Durante il convegno è stato presentato anche il primo dei Quaderni, una pubblicazione che raccoglie gli studi dedicati alla storia della copia e alle sue implicazioni per il presente.

Tra gli studiosi coinvolti figurano Salvatore Settis, Francesco Guzzetti, Giovanni Maria Fara, Maria Cristina Terzaghi e Simone Facchinetti, che nel volume affrontano i nodi storici e teorici del rapporto tra originale e replica, restituendo centralità alla ricerca scientifica e alle istituzioni nel dibattito culturale.

Originale e copia: una relazione meno rigida del previsto

Gli interventi degli storici dell’arte hanno mostrato come originale e copia siano concetti molto meno rigidi di quanto si creda. Le xilografie di Dürer, reinterpretate dagli artisti fiorentini; la scelta di Caravaggio di ricreare le scene anziché replicare se stesso; il rifiuto dell’unicità materiale nell’Arte Povera, dove l’opera coincide con l’idea.

Tutti esempi che dimostrano come la serialità non distrugga l’aura dell’opera, ma la amplifichi.
Come ricordato più volte, l’aura dell’originale permane, mentre la copia funziona come un ponte che permette all’opera di circolare, essere studiata, raggiungere nuovi pubblici senza perdere la propria identità.

Tecnologia, tutela e futuro dell’arte

In un momento storico in cui la fragilità fisica delle opere, la pressione del mercato e la disinformazione rischiano di offuscare la memoria artistica globale, progetti come questo offrono un’alternativa concreta.

La copia digitale certificata diventa un alleato della conservazione e della conoscenza, un mezzo per evitare che gli artisti — del passato e del presente — vengano inghiottiti dall’oblio o dalla semplificazione.

La visione condivisa da Brera e Save the Artistic Heritage indica una direzione chiara: democratizzare l’arte senza banalizzarla, renderla accessibile senza privarla della sua complessità, proteggere l’originale senza condannarlo all’invisibilità.

Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon, laureata in Storia dell'Arte, ha lavorato come assistente gallerista e nel servizio clienti di case d’aste. Dal 2023 collabora con Collezione da Tiffany.

Collezione da Tiffany è gratuito, senza contenuti a pagamento, senza nessuna pubblicità e sarà sempre così.

Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi approfondire ancora di più il mercato dell'arte,
puoi sostenerci abbonandoti a

News Mercato Arte

Anticipazioni, trend, opportunità e segnali nascosti del mercato dell’arte

Ogni settimana, notizie, aste e analisi scelte per chi colleziona e investe con strategia.

 

Scopri di più!

Condividi
Tags

recenti

Cambi chiude l’asta di Arte Moderna e Contemporanea a quota 1,9 milioni

Si è chiusa con risultati solidi l’asta di Arte Moderna e Contemporanea di Cambi Casa d’Aste, tenutasi martedì 2 dicembre a Milano, che ha raggiunto un fatturato complessivo di 1.900.000 euro

Finarte, l’asta di Arte Moderna e Contemporanea supera le attese

Si è conclusa con risultati molto positivi l’asta di Arte Moderna e Contemporanea di Finarte, tenutasi il 3 dicembre, confermando il forte interesse del mercato per i grandi maestri del Novecento

Miami Art Week: il mercato torna a respirare tra NADA, Untitled e Art Basel

Miami come termometro del mercato globale Dopo una settimana di aste di novembre da oltre 2 miliardi di dollari, in molti l’hanno detto apertamente: il...

Articoli correlati

Iscriviti alla nostra newsletter e scarica gratuitamentelaGuida Mercato dell'Arte 2025!

Iscriviti subito alle news di Collezione da Tiffany e riceverai contenuti esclusivi selezionati per te riguardanti il mercato dell'arte. 

Completa il form e potrai scaricare subito gratuitamente la nuova Guida Mercato dell'Arte 2025!

Sono un collezionista

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine!