Mancano ormai pochi giorni all’apertura ufficiale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte. Mentre la Laguna si prepara ad accogliere il consueto afflusso di operatori del settore, collezionisti e osservatori internazionali, il Padiglione Italia all’Arsenale è tra i progetti osservati con maggiore attenzione. Qui si appresta a svelarsi Con te con tutto, il progetto di Chiara Camoni (Piacenza, 1974) curato da Cecilia Canziani. Un’opera che non promette solo di essere un’installazione, ma un vero e proprio spazio costruito sulla relazione.
Il mercato del “reincanto” e la scultura situata
La scelta di Chiara Camoni si inserisce in un momento di profonda ridefinizione dei gusti del mercato globale. Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per artisti che recuperano la manualità arcaica e il rapporto diretto con la materia organica. Camoni, che vive e lavora in un borgo tra le Alpi Apuane, incarna perfettamente questa tendenza della “scultura situata”.
Il suo lavoro risponde alla domanda di un collezionismo “etico” e colto, capace di apprezzare opere che, per citare la filosofa Silvia Federici, mirano a “reincantare il mondo”. La capacità dell’artista di nobilitare materiali poveri o di recupero — come argilla, scarti industriali, plastiche e vegetazione — ha già consolidato il suo standing istituzionale (con mostre recenti al Pirelli HangarBicocca e alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino), e la ribalta veneziana rappresenta un passaggio decisivo per il consolidamento del suo lavoro nelle grandi collezioni private e museali.

Il percorso espositivo: tra presenze ancestrali e architetture domestiche
Il Padiglione è concepito come un paesaggio in trasformazione diviso in due momenti speculari:
La Prima Tesa (Il Bosco Silenzioso): In una penombra evocativa, ventiquattro statue in ceramica accolgono il visitatore. Sono figure ieratiche, quasi divinità minori arrivate da un passato mitico per interrogare il presente. Modellate con la tecnica del “colombino” e adornate con elementi naturali e rifiuti antropizzati, queste sculture rappresentano il culmine della ricerca di Camoni sull’ibridazione tra umano, animale e sacro.
La Seconda Tesa (Il Tempo Umano): In contrasto con la prima, questa zona è inondata di luce e presenta un’architettura in divenire. Un palazzo fatto di pavimenti, sedute e corridoi che affiorano dal suolo, invitando alla sosta e alla contemplazione. È qui che la scultura si fa contenitore, diventando vetrina per oggetti realizzati o trovati, annullando il confine tra arte e artigianato.
La sezione “dialoghi”: una garanzia di valore storico-critico
Uno dei punti di forza strategici del progetto è la sezione Dialoghi, concepita da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi. Il lavoro di Camoni viene messo in rete con una costellazione di maestri del Novecento e del contemporaneo: Fausto Melotti, Marisa Merz, Medardo Rosso, Alberto Martini, Luciano Fabro e Felice Casorati.
Questo accostamento non è solo un esercizio critico, ma una precisa operazione di posizionamento critico. Inserire Chiara Camoni in questa genealogia significa riconoscerle una continuità storica con l’Arte Povera e la grande tradizione scultorea italiana, offrendo a collezionisti e osservatori del settore una maggiore solidità nella lettura e nella persistenza del valore dell’opera nel tempo.
Interdisciplinarità e governance: un progetto di sistema
Con te con tutto è una chiamata a raduno che coinvolge altri linguaggi: la coreografa Annamaria Ajmone abiterà lo spazio con performance vocali e corporee, mentre la regista Alice Rohrwacher contribuirà con una rielaborazione di estratti filmici inediti legati al suo film La Chimera.
Il progetto è sostenuto da una solida struttura istituzionale, con il main sponsor ZEGNA e lo sponsor Banca Ifis, a testimonianza di un sistema-Paese che vede nell’arte contemporanea un volano di innovazione e responsabilità sociale.






