Dal 17 giugno 2026 il Museum of Art Pudong ospita “Giorgio Morandi. Solo”, oltre 140 opere per la prima grande retrospettiva dell’artista in Cina
Apre il 17 giugno 2026 al Museum of Art Pudong (MAP) di Shanghai Giorgio Morandi. Solo (乔治·莫兰迪:独白), la retrospettiva più ampia mai realizzata fuori dall’Italia dedicata al pittore bolognese. Resterà aperta fino al 28 ottobre.
Un allestimento pensato per il silenzio
Oltre 140 opere tra dipinti, incisioni, acquerelli e disegni: è questo il corpus eccezionale che il curatore Lorenzo Balbi — direttore del MAMbo e del Museo Morandi — e Francesco D’Arelli, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, hanno selezionato per raccontare l’intera parabola creativa di Morandi al pubblico cinese. Molte di queste opere non erano mai state esposte in Cina, alcune raramente portate fuori dai confini italiani.

Museo Morandi | Settore_Musei Civici Bologna | Comune di Bologna
© Giorgio Morandi, by SIAE 2026
La scelta del titolo Solo non è casuale: richiama il concetto musicale dell’assolo, un momento in cui una voce unica occupa da sola tutto lo spazio. Nessun confronto con altri artisti, nessun contrappunto storico. Solo Morandi. Un approccio curatoriale che rispecchia fedelmente la natura stessa del lavoro dell’artista: concentrazione, sottrazione, rigore.
Il laboratorio di Morandi a Shanghai
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è la sua capacità di portare letteralmente lo studio di Morandi a Shanghai. Per la prima volta fuori da Bologna, il torchio originale usato dall’artista per le incisioni viene esposto al pubblico. Insieme a esso, oggetti e documenti provenienti da Casa Morandi in via Fondazza, l’appartamento in cui il pittore visse con la madre e le tre sorelle dal 1933 fino alla morte, nel 1964, e materiali d’archivio che ricostruiscono il contesto umano e intellettuale della sua opera.
A completare l’esperienza, un film del regista Germano Maccioni porta i visitatori nelle strade di Bologna percorse da Morandi: l’Accademia di Belle Arti dove insegnò tecniche di acquaforte tra il 1930 e il 1956, la Pinacoteca Nazionale, la Chiesa dei Servi con la Madonna di Cimabue. E le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate agli studi di Bologna e Grizzana, sull’Appennino bolognese.
Non manca un dialogo con il presente: un’opera di Tacita Dean, presentata insieme a una carta originale appartenuta a Morandi, testimonia l’influenza duratura dell’artista sulle generazioni contemporanee.

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© Giorgio Morandi, by SIAE 2026
Perché la Cina, perché adesso
La scelta di Shanghai come sede non è geograficamente arbitraria. Negli ultimi anni l’interesse cinese per Morandi è cresciuto in modo significativo, sia nel collezionismo privato sia nella critica accademica. E c’è una ragione profonda: la sua pittura, fondata su vuoto, ritmo, sintesi e attenzione all’essenziale, trova risonanze sorprendenti con l’estetica visiva tradizionale cinese.
Il Museum of Art Pudong, progettato da Ateliers Jean Nouvel e inaugurato nel 2021 sulle rive dello Huangpu, è oggi uno dei poli culturali più attivi dell’Asia, con una storia di collaborazioni con Uffizi, Louvre, Musée d’Orsay e Galleria Borghese.
Il progetto guarda già oltre Shanghai: è prevista una tappa successiva a Seul, confermando la traiettoria di un interesse asiatico per Morandi destinato a crescere. Parallelamente, il fotografo Giuseppe Anthony Di Martino, in residenza al Duolun Museum of Modern Art, sta documentando il dialogo tra le opere di Morandi, la città e il suo pubblico, in un progetto che confluirà in una doppia mostra tra Shanghai e Bologna.
Giorgio Morandi. Solo è organizzata dal Comune di Bologna e dal Museo Morandi in collaborazione con MondoMostre e con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, del Consolato Generale d’Italia a Shanghai e del Ministero della Cultura italiano.
Museum of Art Pudong (MAP), Shanghai — 17 giugno / 28 ottobre 2026




