Ebbene lo confesso, qualcosa avevo già visto.
Ero stato a cena con Mariaelena in un localino dalle parti di Porta Romana, in una torrida sera di fine giugno e, parlando di questo progetto, mi aveva mostrato alcune brevi sequenze sul suo cellulare.
Ero molto curioso. Per diversi motivi. Il primo è che amo il cinema. Il secondo è che adoro scoprire le vite delle persone. E poi perché in quelle poche immagini avevo intravisto qualcosa di ‘diverso’.
Mercoledì sono arrivato da NOTTE trafelato e con grande ritardo. Dovevo sbrigare delle pratiche in Tribunale, roba da pochi minuti che si è trasformata in un girone di rimpalli, ascensori, uffici e persone scocciate. E così ho camminato a passo spedito per le vie di una Milano calda ma insolitamente tranquilla, rimuginando il fastidio dei ritardi e delle cose fatte in fretta.
Sulla soglia del cortile di via Bigli finalmente rallento, mi fermo un attimo, cerco di darmi un contegno, prendo fiato. Il portiere mi chiede da chi devo andare e molto gentilmente mi apre il cancello automatico che chiude l’accesso al palazzo.
Mariaelena e Mattia mi accolgono con grande cordialità, senza farmi minimamente pesare la lunga attesa. Forse, un giorno, mi perdoneranno.
Mattia mi racconta della mostra di Chagall in corso e mi fa vedere il bellissimo libro The Marvellous Flight of a Man Suspending Grief a tiratura limitata che hanno realizzato. Un gioiellino editoriale che merita di essere posseduto come un vero e proprio oggetto da collezione.
Vuoi vedere il film? Certo che lo voglio vedere! Allora cominciamo…
Esterno notte. Bianco e nero. In una Milano piovosa, dalle prospettive convergenti, un uomo con un pesante paltò esce da un portone sotto il temporale e si accende una sigaretta. È di spalle, ne intuiamo la corporatura, ne vediamo di sfuggita il profilo. La cornetta di un telefono penzola nella memoria futura. Abbandona il mozzicone sotto la pioggia battente. Rientra. Si incammina verso l’interno. Una voce: Piero?! Si volta sorpreso, flash!
È proprio lui, è Piero Manzoni, penso l’istante prima di venire rapito dal fraseggiare sincopato e incalzante di una batteria che irrompe nel colore. Rosso. Parte un contrabbasso ossessivo, i fiati.
Piero Manzoni: Domani chissà.
Milano, oggi. Mattia Melzi immerso nell’atmosfera calda e rumorosa del Jamaica ci introduce in un contesto e in un tempo che per certi versi abbiamo un po’ dimenticato, forse perso. Quello in cui si cercava di ‘forzare l’esistenza’ e fra chiacchiere, bevute e rumori di piatti nascevano cose che avrebbero cambiato per sempre il corso della storia.
Da qui in poi è un susseguirsi equilibrato e affascinante di filmati d’epoca, fiction e immagini che fra recita e realtà ci trascinano nella vita di un uomo che ha fatto dell’arte una geniale e ironica provocazione concettuale. E lo fa con eleganza e competenza, alla ricerca di un linguaggio diverso da quello del ‘solito’ documentario che siamo abituati a vedere, ma senza mai cadere nell’affettazione.
Con questo lavoro, NOTTE conferma la sua vocazione a essere qualcosa che non abbiamo ancora visto, ad allontanarsi dal concetto di Galleria come tradizionalmente la intendiamo, proponendosi come produttori di cultura, luogo dove l’arte non è solo merce di scambio ma vero e proprio valore culturale da scambiarsi.
Perché preoccuparsi di come stabilire una linea in uno spazio?
Perché stabilire uno spazio? Perché queste limitazioni? […]
Tutti questi problemi ci sono estranei.
Sono le stesse parole di Manzoni che mi fanno pensare che anche Mattia Melzi e Carolina Lanfranchi sembra che stiano tracciando una linea lunghissima al di fuori di ogni problema di schemi e convenzioni. E questo film ne è la riprova.
Piero Manzoni: Domani chissà è la fotografia inaspettata di una ragazza che in una serata di jazz ci sorprende fra la folla e il fumo delle sigarette, è un prenderci per mano per scattare delle istantanee nella notte di una città che conserva storie incredibili che perdono fuoco sul crescendo di una tromba. È un guardare attraverso le mille finestre che nascondono, come in una piccola pellicola di Antonioni, la capacità di comprendere i silenzi oltre le persiane chiuse. È un guidarci alla scoperta della bellezza con un linguaggio appassionato e attento, poetico e vibrante.
Il jazz lascia il posto a Chopin e sulle note del notturno in si bemolle minore rimaniamo così, davanti allo schermo, intrappolati nello scorrere dei titoli di coda fra la dolce malinconia del non vissuto e il sogno.
Addendum
Qualche informazione tecnica in più, per chi desidera orientarsi tra i crediti di questo progetto: Piero Manzoni: Domani chissà è un cortometraggio biografico e docufilm della durata di 24 minuti, interamente prodotto da NOTTE. Il film nasce da un’idea e dalla sceneggiatura di Mattia Melzi – che ne è anche la voce narrante – ed è diretto da Alberto Sansone, autore anche del montaggio.
La colonna sonora originale, che accompagna le immagini tra jazz e tensioni liriche, è stata firmata da Martino Vercesi, mentre la fotografia è curata da Mirko Ciabatti. A dare corpo e volto all’artista è Jacopo Parella, affiancato nel cast da Sophia Koman, Saverio Buono, Laura Anzani e Alice Berardi.
Un’operazione culturale dal respiro internazionale, realizzata in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni e lo Stedelijk Museum di Amsterdam, e insignita del patrocinio di Regione Lombardia.
L’appuntamento per la première è fissato per il 22 settembre al Cinema Arlecchino di Milano.




