Finarte porta all’asta il 9 giugno opere di Guttuso, Fontana e Capogrossi

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La casa d’aste milanese presenta un catalogo di arte moderna e contemporanea con lavori dei principali protagonisti del Novecento italiano, inclusa una sezione dedicata alla collezione del professor Sandro Brandimarte.

Finarte presenta martedì 9 giugno a Milano un’asta di Arte Moderna e Contemporanea con opere che coprono l’arco del Novecento italiano, dall’informale alle ricerche concettuali degli anni Settanta. Il catalogo riunisce lavori di Renato Guttuso, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Filippo De Pisis, Fabio Mauri, Fabrizio Plessi e Giulio Paolini, tra gli altri. L’esposizione è aperta al pubblico da venerdì 5 a lunedì 8 giugno nella sede di Via dei Bossi 2, con orario 10.00–19.00.

Il lotto principale: Guttuso e la citazione di Géricault

Il lotto di punta è un olio su tela di Renato Guttuso, Su La Zattera della Medusa, del 1962, stimato tra 100.000 e 140.000 euro. L’opera riprende esplicitamente il soggetto del celebre dipinto di Théodore Géricault del 1819, che raffigurava il naufragio della fregata francese Méduse al largo delle coste mauritane nel 1816, un episodio che suscitò grande scandalo nell’opinione pubblica dell’epoca.

Guttuso reinterpreta la composizione in chiave espressionista, mantenendo la struttura piramidale della scena e la carica drammatica del modello, ma rielaborandoli secondo il proprio linguaggio pittorico. Si tratta di uno dei lavori di maggiori dimensioni dell’artista siciliano presenti sul mercato secondario e rientra nella sua produzione degli anni Sessanta caratterizzata da un marcato impegno civile e politico.

Lucio Fontana: la terracotta del 1950

Lucio Fontana, Battaglia, 1950 terracotta smaltata e dipinta bianco nero e rosa diam. cm 48,5 – stima €40-60.000

Lucio Fontana è presente in catalogo con Battaglia, 1950, terracotta smaltata e dipinta in policromia di 48,5 centimetri di diametro, con stima tra 40.000 e 60.000 euro.

L’opera appartiene alla fase in cui Fontana lavorava parallelamente sulla scultura e sull’elaborazione teorica dello Spazialismo, il movimento da lui fondato con la pubblicazione dei manifesti tra il 1946 e il 1952.

In questa stagione la materia plastica ricopre un ruolo centrale nella sua ricerca: la terracotta, con le sue possibilità di modellazione e le variazioni cromatiche offerte dalla smaltatura, gli consente di esplorare forme e superfici in modo autonomo rispetto alla pittura. La Battaglia richiama formalmente il tondo rinascimentale e costituisce un esempio rappresentativo di questo filone della sua produzione.

Giuseppe Capogrossi: la Superficie 189 dalla collezione Ungaretti

Giuseppe Capogrossi, Superficie 189, 1956 olio su tela cm 46 x 33 – stima €50-70.000

La Superficie 189 di Giuseppe Capogrossi, 1956, olio su tela, è proposta con stima tra 50.000 e 70.000 euro. L’opera appartiene alla serie con cui Capogrossi elaborò, a partire dai primi anni Cinquanta, un vocabolario visivo basato sulla ripetizione modulare di un unico segno — una forma a forcella o pettine — declinato in variazioni di dimensione, ritmo e densità.

Questa ricerca, sviluppata all’interno del gruppo Origine che comprendeva anche Alberto Burri e Ettore Colla, rappresentò uno degli apporti più riconoscibili dell’astrazione italiana nel contesto dell’Informale europeo.

Filippo De Pisis: la natura morta del periodo parigino

Filippo De Pisis, Natura morta con pesci, limoni e bottiglia, 1926 olio su cartone applicato su tela cm 31 x 41 – stima €15-20.0

Il catalogo include anche una Natura morta con pesci, limoni e bottiglia di Filippo De Pisis, datata 1926, olio su cartone applicato su tela, con stima tra 15.000 e 20.000 euro.

Il dipinto è stato eseguito durante gli anni di soggiorno a Parigi durante il quale De Pisis maturò il proprio stile a contatto con l’ambiente artistico della capitale francese.

La natura morta è uno dei generi che egli frequentò con maggiore continuità e a cui restituì un’interpretazione personale, distante sia dalla tradizione accademica che dall’avanguardia più radicale.

La collezione Brandimarte: neoavanguardia e arte concettuale

Una sezione del catalogo è interamente dedicata alla collezione del professor Sandro Brandimarte (Giulianova, 1951 – Teramo, 2024), figura attiva nell’ambito culturale abruzzese e collezionista orientato verso le ricerche concettuali e neoavanguardistiche italiane degli anni Sessanta e Settanta.

La raccolta comprende opere di Fabio Mauri, Gianfranco Baruchello, Shozo Shimamoto, Fabrizio Plessi e Giulio Paolini.

Fabio Mauri, Assenza della memoria, 1970’71 tecnica mista e collage cm 73 x 102,3 – stima €20-30.000

Il lotto principale della sezione è Assenza della memoria di Fabio Mauri, 1970–71, tecnica mista e collage con stima tra 20.000 e 30.000 euro. Mauri è noto per una produzione che intreccia pratiche visive, teatrali e filosofiche, con un’attenzione costante al ruolo delle immagini nella costruzione della memoria collettiva e dell’ideologia.

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