Radicondoli, borgo collinare della Val di Merse in provincia di Siena, si trasforma ancora una volta in un museo diffuso a cielo aperto. Dal 18 al 31 luglio 2026 torna il Radicondoli Festival, che celebra la sua quarantesima edizione con una nuova tappa di Paesaggi Contemporanei, il progetto di arte ambientale che da anni mette in relazione opere site-specific, paesaggio e memoria dei luoghi.
L’edizione 2026 è dedicata a Fabio Gori, collezionista e curatore scomparso nel 2025, figura centrale nel percorso che ha trasformato Radicondoli in un laboratorio permanente di arte contemporanea. Il festival non propone soltanto un omaggio alla sua attività, ma riflette sulla sua eredità attraverso nuove installazioni, residenze artistiche e un progetto rivolto alle nuove generazioni.
Radicondoli e l’arte ambientale: un museo costruito nel paesaggio
A Radicondoli l’arte contemporanea non viene semplicemente esposta: entra in relazione con il territorio, con la storia del borgo e con la comunità che lo abita. È questa la caratteristica che distingue Paesaggi Contemporanei da molte altre esperienze di arte pubblica: le opere non sono interventi temporanei, ma elementi destinati a sedimentarsi nel tempo e a costruire una vera mappa culturale del luogo.
Nel corso degli anni il progetto ha trasformato strade, mura, spazi urbani e aree naturali in un percorso artistico permanente, dove ogni nuova installazione dialoga con quelle già presenti e contribuisce alla costruzione di un’identità contemporanea del territorio.
Le nuove installazioni della 40ª edizione
Il programma 2026 sviluppa il tema del rapporto tra arte, memoria e paesaggio attraverso tre nuovi interventi realizzati da artisti legati alla sensibilità culturale di Fabio Gori.
Moussa Traore presenta L’Inferno di Dante presso gli ex lavatoi del paese. L’opera nasce durante una residenza artistica a Radicondoli ed è una grande scultura equestre in ferro riciclato: il cavallo, spaccato a metà, rivela nelle sue viscere una dimensione interiore che richiama l’umanità del viaggio dantesco, unendo materia grezza e potenza letteraria.
Nel centro di Belforte, Giuliano Tomaino porta Picasso ci guarda… e accende una sigaretta, un intervento che unisce ironia e memoria collettiva. Cavalli a dondolo, mani intrecciate e cimbali diventano forme simboliche capaci di abitare lo spazio urbano con un linguaggio sospeso tra gioco, immaginario e cultura popolare.
Più intimo è il progetto di Luca Gilli, Abitare l’arte, ospitato a Palazzo Bizzarrini. Attraverso la fotografia, l’artista entra nella casa di Fabio e Virginia a Prato, restituendo il rapporto tra il collezionista e le opere che hanno accompagnato il suo percorso umano e culturale.
Paesaggi Futuri: spazio ai giovani artisti
Il festival guarda al futuro con Paesaggi Futuri, progetto nato nel 2021 come sviluppo naturale di Paesaggi Contemporanei e dedicato alla ricerca delle nuove generazioni artistiche.
L’iniziativa, portata avanti dalla Fondazione Gori-Celle insieme a promoPa Fondazione, sotto la direzione artistica di Pietro Gaglianò e con la curatela di Lorenzo Vanda, coinvolge artisti under 35 chiamati a confrontarsi con il paesaggio e con la memoria dei luoghi attraverso opere site-specific.
Gli artisti selezionati per l’edizione 2026 sono Nicolò Andreatta, Marta Cornacchia, Silvia Cotugno, Laura Angela Gelsomini, Alessia Lastella, Davide Mariani, Roberto Orlando e Angelica Picco.
Il progetto è finanziato nell’ambito di GiovaniSì, con il sostegno del PR FSE+ Regione Toscana 2021/27, e rappresenta un ponte tra la storia del festival e le nuove prospettive dell’arte contemporanea in Toscana.
La collezione permanente: il patrimonio artistico diffuso di Radicondoli
Oltre alle nuove produzioni del 2026, il vero patrimonio del festival resta la collezione permanente che negli anni ha trasformato il borgo in un percorso d’arte contemporanea all’aperto.
Passeggiando tra le vie e le mura di Radicondoli si incontrano opere che sono ormai parte del paesaggio quotidiano: il neon poetico di Vittorio Corsini con la frase “Nel paesaggio bisogna farsi ciechi”, le installazioni specchianti di Antonello Ghezzi — tra cui Vedere me in te, che nel 2026 troverà una nuova collocazione nel centro del paese — e i simboli in alluminio di Franco Ionda, che invitano a guardare verso un cielo immaginato come rovesciato sulla terra.
Il percorso continua con le Piroghe nel bosco di Moussa Traore, le opere sonore di Simone Gori, le riflessioni sulla natura di Claudia Losi e i lavori cromatici di Paolo Fabiani. A completare il programma della quarantesima edizione sarà anche il restauro dell’installazione Abbraccio di Giuseppina Giordano, collocata nell’anfiteatro ricavato sulle mura del borgo.
Radicondoli, un modello per l’arte contemporanea in Toscana
In un panorama in cui molte rassegne di arte pubblica si esauriscono con la conclusione dell’evento, Radicondoli propone un modello diverso: quello della continuità.
Ogni edizione aggiunge un nuovo elemento a una geografia artistica che cresce nel tempo, creando un rapporto stabile tra opere, territorio e comunità. Un approccio che rende il borgo senese un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza di arte contemporanea in Toscana capace di unire cultura, paesaggio e scoperta dei luoghi.
Con la quarantesima edizione del festival e il tributo a Fabio Gori, Paesaggi Contemporanei conferma quindi la propria vocazione: non una semplice rassegna temporanea, ma un progetto culturale permanente che continua a evolversi attraverso nuovi artisti, nuove visioni e nuove relazioni con il territorio.





