Fabio Perino, l’artigiano della metafora

del

Salvaci, Signore!, a cura di Jota Castro, porta a Spazio Contemporanea di Brescia un corpus di opere inedite con cui Fabio Perino trasforma materiali comuni in immagini poetiche e perturbanti, interrogando le contraddizioni del nostro presente.

Ho avuto la fortuna di visitare lo studio ligure di Fabio Perino, qualche anno fa, quando ancora lavorava lì. Era uno di quegli spazi difficili da dimenticare: un garage trasformato in laboratorio, lontano dall’immagine rassicurante e ordinata dello studio d’artista. Tra materiali, oggetti e installazioni inconsuete emergeva già con chiarezza una delle caratteristiche più interessanti del lavoro di Perino: la capacità di guardare le cose per quello che potrebbero diventare, più che per quello che sono.

Perino è, in questo senso, un artigiano della metafora. Costruisce, assembla, trasforma e soprattutto sposta il significato degli oggetti e dei materiali con cui lavora. Non utilizza necessariamente i materiali artistici secondo la loro funzione consueta: li sottrae alla loro identità originaria per restituirli sotto forma di immagini ambigue, poetiche, talvolta perturbanti. È un procedimento che rende il suo lavoro non sempre immediatamente decodificabile, ma proprio per questo capace di restare a lungo nella memoria.

La sua ricerca sembra infatti muoversi in quella zona fragile in cui la realtà quotidiana comincia a incrinarsi. Un parco giochi, una tavola apparecchiata, un gesto ordinario possono improvvisamente assumere un significato diverso, perché su di essi si sovrappongono le inquietudini di un presente attraversato da tensioni sociali, economiche e geopolitiche. Perino non le illustra: le lascia affiorare attraverso le cose.

È questa la prospettiva con cui leggere Salvaci, Signore!, la mostra a cura di Jota Castro, che inaugura venerdì 18 settembre 2026 presso Spazio Contemporanea, a Brescia, e presenta un corpus di opere inedite fino al 7 novembre. Il titolo, quasi una preghiera e insieme un’invocazione ironica, introduce immediatamente nella dimensione ambivalente del lavoro dell’artista: quella di chi osserva un presente sempre più difficile da decifrare senza rinunciare alla possibilità di trasformarlo attraverso l’immaginazione.

Nelle opere di Perino la resistenza non assume necessariamente una forma dichiaratamente militante. È piuttosto una resistenza dello sguardo. Guardare nuovamente ciò che abbiamo davanti, sottrarlo all’abitudine, costringerci a interrogarci su oggetti, gesti e situazioni che consideriamo normali. È una forma di disobbedienza sottile, che passa attraverso la poesia prima ancora che attraverso la denuncia.

Il suo lavoro racconta così qualcosa di molto contemporaneo: la difficoltà di distinguere il reale dalle immagini che lo accompagnano, il quotidiano dalle pressioni che lo attraversano, l’individuo dalla struttura economica e sociale nella quale è immerso. Ma lo fa senza rinunciare alla leggerezza e alla possibilità dell’immaginazione.

È forse proprio qui che sta la delicatezza di Perino. Anche quando affronta una contemporaneità inquieta, non sembra interessato a produrre semplicemente immagini della crisi. Preferisce costruire piccoli cortocircuiti, metafore materiali che ci restituiscono, deformata ma riconoscibile, l’esperienza di vivere oggi.

E tornando con la memoria a quel garage in Liguria, penso che sia proprio questo il senso più autentico del suo lavoro: prendere ciò che abbiamo sotto gli occhi, liberarlo dalla sua funzione, cambiarne la forma e lasciargli raccontare qualcosa di noi che ancora non avevamo visto.

Fabio Perino — Salvaci, Signore!
A cura di Jota Castro
Spazio Contemporanea
Corsetto Sant’Agata 22, Brescia
18 settembre – 7 novembre 2026
Apertura: giovedì, venerdì e sabato, 15.00–19.00
Press preview: venerdì 18 settembre, ore 11.30
Inaugurazione: venerdì 18 settembre, ore 18.00

Giacomo Nicolella Maschietti
Giacomo Nicolella Maschietti
Giacomo Nicolella Maschietti è giornalista professionista, critico e curatore. Da oltre vent’anni collabora con Class CNBC come esperto di mercato dell’arte. Scrive regolarmente per Collezione da Tiffany, Cottura Creativa, Private e Patrimoni e ha collaborato con Milano Finanza, GQ, Marie Claire Maison e con le principali testate italiane del settore (Flash Art, Artribune, Artslife). Conduce settimanalmente la rubrica culturale Grand Hotel su UP TV, la moving TV delle metropolitane e degli aeroporti italiani. Si occupa di mercato, collezionismo e sistema dell’arte, con particolare attenzione ai rapporti tra patrimonio culturale, istituzioni e contemporaneità.

Collezione da Tiffany è gratuito, senza contenuti a pagamento, senza nessuna pubblicità e sarà sempre così.

Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi approfondire ancora di più il mercato dell'arte,
puoi sostenerci abbonandoti a

News Mercato Arte

Anticipazioni, trend, opportunità e segnali nascosti del mercato dell’arte

Ogni settimana, notizie, aste e analisi scelte per chi colleziona e investe con strategia.

 

Scopri di più!

Condividi
Tags

recenti

BIAF 2026: suggerimenti per farsi incantare dall’arte antica della biennale fiorentina

Eccoci quasi all’apertura delle porte della Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze (BIAF), pronti a entrare nella splendida sede di Palazzo Corsini. Davanti a noi...

Shilpa Gupta e il Furla series: l’arte come spazio di libertà

Alla GAM di Milano la prima personale italiana di una delle artiste più incisive della scena contemporanea internazionale C’è un’idea di arte contemporanea che non...

La Toscana che non ti aspetti

Sette giorni, una fotografa, uno scrittore e un’Italia lontana dalle cartoline. A Cortona On The Move, Giulia Mangione e Ivan Carozzi raccontano una “settimana...

Articoli correlati