CaputoColossi, cinquanta lotti per cambiare prospettiva sul mercato delle aste

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Commissioni azzerate per chi vende, un diritto d’asta contenuto per chi compra e una selezione di cinquanta opere per mettere alla prova un modello diverso. Sabato 12 dicembre, alle ore 16, debutta a Chiari CaputoColossi, la nuova casa d’aste di Giordano Caputo dedicata all’arte moderna e contemporanea.

Nel mercato dell’arte, ridurre le commissioni è una promessa; dimostrare che un costo più basso possa convivere con la qualità delle opere, la cura della selezione e la capacità di raggiungere i compratori è una questione ben diversa. È su questa distanza, tutt’altro che marginale, che CaputoColossi costruisce il proprio esordio, scegliendo di presentarsi con cinquanta lotti e una formula economica che punta a intervenire su uno dei nodi più sensibili del mercato delle aste. La prima vendita è fissata per sabato 12 dicembre 2026, alle ore 16, a Chiari, in provincia di Brescia, dove prende forma una nuova realtà dedicata all’arte moderna e contemporanea, con l’ambizione di coniugare selezione rigorosa e maggiore accessibilità.

Giordano Caputo

A guidare il progetto è Giordano Caputo, la cui formazione economica, maturata con una laurea magistrale in International Business all’Università di Pavia, si riflette nell’attenzione riservata alla struttura dei costi e alle condizioni di partecipazione. La scelta è netta: commissione pari a zero per chi vende e un diritto d’asta compreso tra il 10 e il 15 per cento per chi acquista. Una politica che mira a rendere più competitivo lo scambio, senza rinunciare alla selezione delle opere e alla costruzione di un catalogo riconoscibile.

La scelta di limitare il catalogo inaugurale a cinquanta opere risponde, nelle parole di Caputo, a una precisa idea di qualità e responsabilità nei confronti dei compratori: «Limitare la nostra prima asta a soli 50 lotti non è solo una scelta curatoriale, ma una promessa ai nostri acquirenti: ogni singola opera presentata ha superato un vaglio severissimo». Una selezione contenuta, dunque, che riflette l’intenzione di riportare l’opera al centro della vendita. Come spiega lo stesso Caputo, «L’obiettivo è riportare l’opera e il suo valore al centro della transazione, riducendo al minimo le commissioni e costruendo un ambiente di scambio più equo e dinamico».

Home Gallery Caputo Colossi, allestimento delle opere in asta

Il catalogo inaugurale comprende opere di Giorgio de Chirico, Fausto Pirandello, Tancredi Parmeggiani, Christo e Andy Warhol, nomi che attraversano esperienze e linguaggi differenti dell’arte del Novecento e contemporanea. La prima asta rappresenta il punto di partenza di un calendario pensato per articolarsi in due appuntamenti annuali, uno in inverno e uno in primavera, con l’intento di consolidare nel tempo una proposta riconoscibile e un rapporto continuativo con venditori e collezionisti.

Anche gli spazi contribuiscono a definire l’identità della nuova casa d’aste. CaputoColossi ha sede in un edificio storico dei primi del Novecento, nel centro di Chiari, dove la Home Gallery occupa un appartamento ai piani superiori, concepito per accogliere e presentare le opere in un contesto raccolto. A partire da sabato 28 novembre, tutti i cinquanta lotti saranno esposti e liberamente visitabili, offrendo al pubblico la possibilità di osservare da vicino la selezione prima della vendita.

Home Gallery Caputo Colossi, allestimento delle opere in asta

Il sito sarà operativo a breve e raccoglierà le informazioni sulle condizioni di vendita, le modalità di registrazione degli acquirenti, le valutazioni e il conferimento delle opere tramite mandato. La partecipazione alle aste sarà inoltre possibile attraverso alcune delle principali piattaforme online di settore, così da affiancare alla presenza fisica una rete di accesso più ampia.

Cinquanta lotti sono pochi per misurare le dimensioni di un mercato, ma possono bastare per mettere alla prova un’idea. CaputoColossi affida il proprio debutto a una selezione contenuta, a una struttura di commissioni essenziale e alla possibilità di incontrare le opere prima che diventino oggetto di una contesa economica. Il 12 dicembre, a Chiari, la questione non sarà soltanto quanto costi comprare o vendere, ma se una diversa distribuzione dei costi possa cambiare il modo in cui si entra nel mercato, si sceglie un’opera e le si riconosce un valore. È su questo terreno, più che sulla promessa di prezzi competitivi, che la nuova casa d’aste dovrà giocare la propria partita.

Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci
Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci
Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, spesso nota con lo pseudonimo GEL, è nata a Pisa nel 1990. È curatrice d’arte indipendente e ha scritto per giornali e riviste di cultura e costume, tra cui POSH, Artribune, Arte In e Artuu Magazine. Collabora stabilmente, da più di dieci anni, con Inside Art. Ha curato mostre di artisti internazionali e sviluppato una ricerca rivolta in particolare alla nuova arte e alla fotografia contemporanea, con attenzione alle tematiche sociali, alla parità di genere e ai diritti. Ha inoltre collaborato con Istituti di Cultura e Ambasciate. Tra i progetti più significativi figurano la mostra personale di Angelo Dozio “Palmyra”, presentata nel 2017 presso il Padiglione della Repubblica Araba Siriana alla 57ª Biennale di Venezia, e diverse collaborazioni con gli Istituti Italiani di Cultura: la personale “Fluid Memories” (2019) di Marco Angelini presso Apteka Sztuki Gallery in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia; “La memoria delle forme” (2019) personale dello stesso artista al Palais des Rais – Bastion 23, realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata d’Italia ad Algeri; la personale “Rhizomes” (2023) sempre di Marco Angelini presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia; e la personale di Andrea Pinchi “Il mito del sogno quotidiano” (2024) presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene.

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