La collezione di uno dei grandi mecenati dell’arte contemporanea approda sul mercato. Philip Guston guida la serata con £3,9 milioni, ma il ritmo è fiacco e la competizione resta limitata.
Christie’s ha battuto ieri sera le opere della Zabludowicz Collection nell’ambito di una doppia sessione che ha totalizzato complessivamente £25,7 milioni (34 milioni di dollari). La prima parte, dedicata ai 53 lotti della collezione, ha chiuso a £15,4 milioni (circa 20,3 milioni di dollari); la seconda, una vendita di arte postwar e contemporanea su 79 lotti, ha aggiunto £10,2 milioni (13,5 milioni di dollari). Risultati in linea con le stime, ma senza mai trovare quella tensione competitiva che trasforma un’asta in un evento.
Il giorno dopo Sotheby’s
Il contesto non era dei più semplici. La sera precedente Sotheby’s aveva realizzato £393,4 milioni con la Lewis Collection, registrando uno dei migliori risultati dell’anno. Arrivare il giorno successivo con una selezione molto diversa significava inevitabilmente confrontarsi con un mercato ancora concentrato sugli ottimi risultati della sera precedente.
Il banditore Yü-Ge Wang ha gestito i momenti di pausa con diplomazia, ringraziando il pubblico per la pazienza e commentando il caldo londinese, mentre attendeva che i telefoni rispondessero. Un dettaglio che ha restituito bene il ritmo della serata.
La collezione Zabludowicz: un patrimonio difficile da vendere
Pnina e Anita Zabludowicz hanno costruito negli anni una raccolta che si distingue per la capacità di intercettare talenti prima che il mercato li consacri: artisti giovani, pratiche non convenzionali, opere che spesso sfidano le categorie commerciali tradizionali. È proprio questa caratteristica a rendere la collezione preziosa dal punto di vista critico e più complessa da collocare sul mercato secondario.
Dei 56 lotti annunciati per la vendita serale, tre sono stati ritirati prima dell’asta. Parallelamente, Christie’s propone una selezione di altri 44 lavori della Zabludowicz Collection in una vendita online aperta fino al 30 giugno. Finora soltanto 12 dei 44 lotti hanno ricevuto offerte. Un dato ancora provvisorio, considerando che la vendita resterà aperta fino al 30 giugno, ma che suggerisce una partenza prudente anche per la fascia più giovane della collezione.
La vendita offre anche una riflessione sul valore economico della ricerca curatoriale. Molte opere erano entrate nella collezione direttamente dagli artisti, anni prima della loro affermazione internazionale. Se alcuni nomi hanno consolidato il proprio mercato, emerge anche come la capacità di individuare talenti in anticipo non si traduca automaticamente in una forte liquidità sul mercato secondario. La vendita mostra come il valore curatoriale di una collezione e la sua capacità di produrre risultati economici seguano logiche solo in parte coincidenti.
Guston tiene, ma senza accelerazioni
Il lotto di punta era Mirror Head (1977) di Philip Guston, sostenuto da una garanzia di terze parti e stimato tra £3,5 e £5,5 milioni. Ha chiuso a £3,9 milioni (5,2 milioni di dollari), nella fascia bassa della stima. Da solo, il Guston ha rappresentato circa un terzo dell’intero valore della sessione Zabludowicz, confermando il ruolo centrale di pochi lotti nel sostenere il risultato complessivo.
Tra gli altri risultati di rilievo figurano Untitled (Cowboy) (1994) di Richard Prince, aggiudicato a £1,6 milioni (2,1 milioni di dollari), Farther South and Elsewhere (2015) di Mark Bradford, venduto entro stima a £1,3 milioni (1,7 milioni di dollari), e Untitled Broken Crowd (2021) di Rashid Johnson, fermatosi a £952.500 (1,3 milioni di dollari).
Tre artisti sopra stima in una serata senza grandi accelerazioni
In una vendita caratterizzata da una domanda molto selettiva, i risultati più significativi sono arrivati da tre artisti che hanno stabilito nuovi record personali.
Rose Wylie ha ottenuto £292.100 per Sailing Boat (2015), superando il suo precedente primato d’asta. Il risultato va letto anche alla luce del recente riconoscimento istituzionale: quest’anno Wylie è diventata la prima donna artista a tenere una mostra personale nelle gallerie principali della Royal Academy di Londra. La stima era già ambiziosa (£150.000-350.000), rendendo il superamento del record meno sorprendente di quanto il dato possa suggerire.
Jakub Julian Ziółkowski ha venduto Bestiarium (Bestiary) (2013) per £59.690, quasi il doppio della stima minima di £20.000. L’opera era stata presentata alla Biennale di Venezia del 2013 e conferma il crescente interesse, seppur ancora di nicchia, per alcuni protagonisti della scena artistica dell’Europa centrale.
Anj Smith ha triplicato la stima con Awake from Yesterday (2006), aggiudicata a £35.560 contro una valutazione di £12.000-15.000. Un risultato che segnala una domanda autentica, pur partendo da stime particolarmente prudenti.
I numeri che fanno riflettere
Più rivelatrice dei record è la lista dei risultati più deboli. Untitled (Fold) di Tauba Auerbach, Field di Alex Katz e Self-Portrait di Alex Israel sono rimasti invenduti: nomi tutt’altro che marginali, a conferma di un mercato che continua a selezionare con attenzione anche artisti già ampiamente affermati.
I due lotti senza riserva raccontano una storia altrettanto significativa. Family ties (2007) di Haim Steinbach ha raggiunto appena £1.270 contro una stima di £10.000-15.000, mentre la scultura Pixelator (Infinite Mask) di Aaron Curry si è fermata a £381. Risultati che testimoniano un interesse estremamente limitato e una domanda insufficiente a sostenere valutazioni vicine alle aspettative.
Anche KAWS, artista normalmente capace di attirare numerosi rilanci, ha visto il suo Companion (Original Fake) (2011) inizialmente invenduto e successivamente ricollocato a £228.600. Un risultato complessivamente dignitoso, ma ottenuto attraverso una dinamica che raramente rappresenta un segnale incoraggiante per quello specifico lotto.
La seconda sessione: Cecily Brown guida, Hockney emoziona
Nella seconda parte della serata, dedicata all’arte postwar e contemporanea, il lotto di punta era The Haunter (2010) di Cecily Brown, una tela di quasi tre metri garantita alla vendita, aggiudicata a £2,79 milioni (2,97 milioni di dollari), appena sopra la stima minima. Un risultato corretto per un’opera di questa scala, ma ottenuto senza una reale competizione.
A pochi giorni dalla morte dell’artista, un iPad drawing di David Hockney, The Arrival of Spring in Woldgate, East Yorkshire in 2011 (twenty eleven) – 30 April (2011), ha superato nettamente la stima di £150.000, aggiudicandosi a £220.000 al martello e £279.400 con i diritti d’asta. È stato uno dei pochi momenti della serata in cui la sala ha mostrato un coinvolgimento più evidente.
Cosa resta
L’84% di sell through rate sulla parte Zabludowicz rappresenta un dato formalmente positivo, ma la fotografia complessiva è quella di una vendita sostenuta dalle garanzie sui lotti principali e da pochi lavori capaci di attrarre un interesse significativo. In un mercato che continua a premiare con decisione i grandi capolavori e i lotti più iconici, la Zabludowicz Collection, con la sua vocazione alla scoperta, alla sperimentazione e al rischio curatoriale, ha trovato acquirenti solo in parte. Il resto resta affidato all’asta online, aperta fino al 30 giugno.
L'analisi si basa sui risultati di vendita e sulle informazioni rese disponibili da Artnet News e ARTnews, successivamente rielaborati.







