Al Complesso monastico polironiano una grande antologica site-specific ripensa spazio, luce e grandezza tra arte contemporanea e memoria storica.
Dal 6 giugno al 27 settembre 2026 il Complesso monastico polironiano di San Benedetto Po (Mantova) ospita la mostra personale di Rudolf Leitner-Gründberg (Gründberg, 1955), intitolata Il senso della grandezza, a cura di Paola Artoni, Peter Assmann e Paolo Bertelli. Un progetto site-specific pensato in dialogo diretto con l’architettura e la stratificazione storica del monastero, tra i luoghi simbolo della cultura monastica padana.
L’esposizione, organizzata dall’Associazione Postumia con il patrocinio del Comune di San Benedetto Po e il sostegno di istituzioni e partner internazionali, presenta oltre cinquanta opere tra dipinti a olio e interventi su larga scala, molti dei quali caratterizzati dall’uso della foglia d’oro e da una forte componente monumentale. Si tratta della più ampia antologica mai dedicata all’artista austriaco in Italia.
Il titolo della mostra nasce da una riflessione dello stesso Leitner-Gründberg: l’arte come esperienza che rimanda alla “possibilità più alta” dell’essere umano. Una tensione che attraversa tutta la sua ricerca e che trova nel concetto di sublime il suo nucleo centrale. Oro e blu, luce e profondità, materia e trascendenza diventano gli elementi attraverso cui si costruisce un linguaggio visivo che unisce percezione naturale, citazioni culturali e dimensione interiore.
Il percorso espositivo si sviluppa in relazione diretta con gli spazi del monastero. Il Refettorio accoglie le opere di grande formato, concepite come veri e propri campi visivi immersivi; la Sala Capitolare e la Galleria ospitano lavori di medio formato che approfondiscono il rapporto tra segno, colore e struttura compositiva; la sezione conclusiva si articola nel Museo e lungo lo scalone monumentale, in un progressivo ampliamento percettivo dello spazio.
L’intervento artistico si innesta su un luogo di straordinaria densità storica: il Monastero di Polirone, legato alla figura di Matilde di Canossa e alle dinamiche tra impero e papato, diventa parte integrante dell’opera. L’architettura non funge da semplice contenitore, ma da dispositivo attivo di lettura, capace di amplificare il dialogo tra passato e contemporaneità.
Secondo i curatori, il lavoro di Leitner-Gründberg si fonda su un Kunstwollen orientato alla massima espressione delle possibilità umane. Le sue composizioni combinano natura, memoria culturale e vita quotidiana, costruendo una tensione costante verso il trascendente. Lo spettatore è così invitato a una forma di contemplazione attiva, in cui l’immagine diventa occasione di riflessione e superamento del visibile.
L’Amministrazione comunale sottolinea come il progetto rappresenti un modello di dialogo tra patrimonio storico e ricerca contemporanea, trasformando il monastero in uno spazio vivo, aperto alla sperimentazione e alla produzione di nuove visioni culturali.
La mostra è accompagnata da un volume edito da Art Book con fotografie di Marina Tomasi e progetto grafico di Elena Carina Doria, a documentare un intervento che si configura come una delle più rilevanti operazioni espositive dedicate all’artista in ambito europeo.





