Cosa succede quando un artista torna nei luoghi in cui tutto è iniziato? Non si tratta solo di un viaggio fisico, ma di un attraversamento di memoria, emozioni e trasformazioni. È proprio da questa tensione che nasce Where It All Began, la residenza che porterà Adam Handler a Napoli dall’8 al 13 giugno 2026.
Il progetto nasce da NOH-ART Contemporary in collaborazione con Trium Art Gallery, e vede come figura creativa il noto collezionista napoletano Ernesto Esposito — capace di orientarne la visione con la sua lunga esperienza nel mondo dell’arte contemporanea.
Un ritorno alle origini, vent’anni dopo
Per Adam Handler, Napoli e la Costiera Amalfitana non sono semplici tappe geografiche. Sono i luoghi in cui, giovanissimo, ha iniziato a costruire il suo sguardo sul mondo. È qui che lo studio del disegno dal vero e l’immersione nel contesto culturale italiano hanno lasciato un segno profondo nella sua ricerca. Oggi, a oltre vent’anni di distanza, l’artista torna su quei passi — ma con una consapevolezza diversa, maturata nel tempo attraverso l’evoluzione del suo linguaggio.
Napoli come spazio attivo di creazione
Durante la residenza, Handler lavorerà negli spazi di puntozerovaleriaapicella, uno spazio indipendente d’arte e di ricerca interdisciplinare dedicato alla performance e alle arti visive. Lo spazio occupa un’ex ala del grande chiostro cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello — che divenne in epoca Borbonica fabbrica di lana e poi sede di varie attività artigianali, fino a essere fabbrica di scarpe nel dopoguerra. Un luogo carico di storia e stratificazioni, che si affaccia sull’ampio cortile interno dell’ex Lanificio e sulle sue storiche ciminiere in mattone.
Trasformato per l’occasione in uno studio aperto, non un luogo chiuso e inaccessibile, ma un ambiente vivo, visitabile su appuntamento da collezionisti, curatori, critici e addetti ai lavori. Entrare nel processo creativo, osservare da vicino la nascita di un’opera, dialogare con l’artista: esperienze rare, che aggiungono valore e consapevolezza a chi colleziona o si avvicina al collezionismo. E poi c’è Napoli — una città che non fa mai da semplice sfondo, ma che entra nel lavoro, lo attraversa, lo mette alla prova. Il suo dinamismo visivo, la sua densità emotiva, la sua complessità diventano materia viva con cui confrontarsi.
L’open studio: un invito a entrare nel processo
Il momento culminante della residenza sarà venerdì 12 giugno, con un open studio aperto al pubblico. Un’occasione preziosa per vedere le opere nate durante il soggiorno e, soprattutto, per cogliere il “dietro le quinte” della pratica artistica. Non una mostra tradizionale, ma uno spazio di scoperta, dove il lavoro è ancora in divenire e il dialogo resta aperto.
Il valore di un’esperienza autentica (Perché vale la pena seguirla)
Where It All Began non è solo una residenza, ma un progetto che intreccia biografia, territorio e ricerca artistica. È un’occasione per osservare come il passato possa riattivarsi nel presente, generando nuove possibilità. Per i collezionisti, è anche un’opportunità per avvicinarsi a un momento autentico della produzione artistica, prima che le opere entrino nei circuiti espositivi più strutturati. E per chi è semplicemente curioso, è un invito a guardare l’arte da una prospettiva diversa: più intima, più diretta, più viva.
Chi desidera saperne di più o organizzare una visita può contattare direttamente gli organizzatori. A volte, le esperienze più interessanti nascono proprio così: entrando in punta di piedi, nel momento in cui tutto sta — di nuovo — iniziando.






