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Burri: sacchi, combustioni, cretti e capitale

del

La materia che attraversa i cicli

Alberto Burri è, nel mercato dell’arte italiana del dopoguerra, ciò che una blue chip rappresenta per la finanza: un riferimento strutturale. Sacchi, combustioni e cretti non sono solo “capitoli” di storia dell’arte, ma segmenti riconoscibili di un mercato internazionale consolidato.

L’analisi 2010–2024 mostra con chiarezza che Burri non segue una crescita lineare, attraversa fasi espansive, picchi e rientri. Ma nel lungo periodo costruisce valore reale.

Andamento Burri 2010-2024 (reale)

Depurato dall’inflazione, il mercato di Burri mostra tre fasi distinte, a partire da una crescita esplosiva tra il 2010 e il 2012, anno in cui l’indice reale supera quota 270 quasi triplicando la base iniziale. Successivamente, nel biennio 2015–2016, si osserva un consolidamento su livelli molto elevati, oltre il 330 reale, che precede il picco straordinario del 2018 a oltre 657 reale, il massimo dell’intera serie storica. Nonostante dal 2019 in avanti il mercato sia rientrato, non si è verificato alcun collasso: nel 2024 l’indice reale si attesta infatti a circa 356, un valore che risulta più che triplo rispetto al 2010.

Questo è il dato chiave dell’analisi, poiché dimostra che, anche dopo la chiusura di un ciclo completo, Burri mantiene un livello strutturalmente superiore.

Grafico 1_Andamento Burri 2010-2024 (reale)

Andamento Burri 2010-2024 (nominale)

Il dato nominale conferma la dinamica ciclica dell’artista, con il 2018 che segna il massimo storico a quota 720 (su base 100=2010). Sebbene sia seguita una correzione significativa tra il 2019 e il 2021, il mercato non è mai tornato sotto quota 300, dimostrando una forte resilienza.

Nel 2024, Burri chiude a oltre 461 nominale, confermando che il riallineamento internazionale non è stato un fenomeno effimero, ma ha modificato strutturalmente la base di prezzo.

Grafico 1.1_Andamento Burri 2010-2024 (nominale)

Burri vs S&P 500 (nominale)

Lo S&P 500 cresce in modo continuo lungo tutto il periodo, superando quota 400 nel 2022 e 2024. Al contrario, Burri mostra un andamento concentrato, caratterizzato da una crescita intensa fino al 2018, a cui segue un rientro e una nuova stabilizzazione. Mentre la finanza procede per gradi, l’artista segue un vero e proprio ciclo di ri-prezzatura

Grafico 2_Confronto Burri vs S&P 500_nominale

Burri vs S&P 500 (reale)

Nel 2024, con un S&P 500 reale a circa 330 e un Burri reale a circa 356, si osserva come nel lungo periodo l’artista batta l’indice americano; pur presentando una volatilità maggiore, Burri garantisce infatti un rendimento cumulato superiore. Questo dato lo colloca non come una semplice alternativa emotiva alla finanza, ma come un vero asset culturale capace di competere con i mercati globali.

Grafico 3_Confronto Burri vs S&P 500 reale (deflazionato)

Burri vs FTSE MIB (nominale)

Il confronto con la Borsa italiana è netto: il FTSE MIB cresce lentamente, arrivando nel 2024 a circa 169 nominale, mentre nello stesso anno Burri si attesta a oltre 461. Il mercato dell’artista surclassa strutturalmente l’indice domestico.

Grafico 4_Confronto Burri vs FTS MIB_nominale

Burri vs FTSE MIB (reale)

Depurato dall’inflazione, il FTSE MIB nel 2024 si attesta poco sopra 130, mentre Burri raggiunge quota 356. Questo differenziale non è marginale, ma assume un carattere strutturale. L’indice dell’artista non si limita a proteggere il capitale meglio della Borsa italiana, ma lo aumenta significativamente.

Grafico 5_Confronto Burri vs FTS MIB_reale

Burri vs Oro (nominale)

L’oro cresce in modo progressivo e relativamente stabile, arrivando nel 2024 a circa 195 nominale, mentre nello stesso periodo Burri si attesta a oltre 461. In termini nominali, l’indice dell’artista supera nettamente il bene rifugio tradizionale.

Grafico 6_Confronto Burri vs Oro_nominale

Burri vs Oro (reale)

In termini reali, l’oro nel 2024 si attesta a circa 150, mentre Burri supera quota 356. La differenza è significativa: nel lungo periodo, la materia bruciata di Burri ha protetto e accresciuto il valore in misura maggiore rispetto al metallo prezioso. Tuttavia, va sottolineato che l’oro non ha mai conosciuto la volatilità registrata dall’artista nel 2018.

Grafico 7_Confronto Burri vs Oro_reale

Burri vs Inflazione (reale)

L’inflazione cumulata nel periodo porta l’indice a circa 130 nel 2024, mentre Burri si attesta a oltre 356. Il potere d’acquisto reale è più che triplicato rispetto al 2010. Dunque non si tratta solo di protezione ma, di accumulazione reale.

Grafico 8_Confronto Burri vs inflazione_reale

Confronto complessivo 2010-2024 (nominale/reale)

Mettendo insieme tutti gli indici, emerge che lo S&P 500 domina per regolarità mentre l’Oro cresce stabilmente. Al contrario, il FTSE MIB resta marginale a fronte di un’inflazione che avanza lentamente. In questo scenario, Burri mostra un ciclo espansivo con un consolidamento finale su livelli molto elevati.

Il profilo che ne deriva è chiaro: Burri non è un asset difensivo puro né un fenomeno speculativo isolato, ma una blue chip culturale con un ciclo di ri-prezzatura internazionale.

Grafico 9_Confronto complessivo 2010-2024_nominale
Grafico 10_Confronto complessivo 2010-2024_reale

“La materia che resta”

Sacchicombustioni e cretti sono opere nate dalla trasformazione della materia. Il loro mercato riflette esattamente la stessa dinamica: tensionepiccoraffreddamento e consolidamento. Tra il 2010 e il 2024Burri ha attraversato un ciclo completo senza mai perdere la propria centralità. In un sistema finanziario permeato dalla volatilità, la sua traiettoria suggerisce una verità semplice: la materia può bruciare, ma il valore, se storicizzato, resta .


Blue chip: il termine è utilizzato in senso analogico rispetto alla finanza, dove indica un titolo strutturalmente solido e centrale nel lungo periodo. Applicato a Burri, descrive un artista il cui indice di mercato, pur attraversando fasi cicliche, mantiene nel tempo livelli reali significativamente superiori alla base storica.

Nota metodologica

L’analisi presentata si basa su un indice costruito a partire dalle aggiudicazioni d’asta di opere attribuite a Burri nel periodo 2010–2024, normalizzate con base 100 = anno 2010. I dati sono stati aggregati per anno e confrontati sia in termini nominali sia reali (deflazionati mediante l’indice dei prezzi al consumo ISTAT). I benchmark finanziari utilizzati – S&P 500, FTSE MIB, oro (media annua USD/oz) e inflazione italiana – seguono la stessa normalizzazione per consentire un confronto omogeneo. L’obiettivo della metodologia non è misurare il valore di singole opere, ma descrivere l’andamento relativo del segmento Burri rispetto a indicatori macroeconomici e finanziari. Le dinamiche evidenziate derivano dall’osservazione di trend aggregati e non intendono rappresentare un universo esaustivo di transazioni, ma una traiettoria coerente delle principali tendenze del mercato dell’artista nel periodo considerato.

Fabio Tavani
Fabio Tavani
Fabio Tavani Dottore Commercialista e Revisore legale dei conti, Economista e Segretario aggiunto della Adam Smith Society, think tank che promuove i principi di libertà individuale, mercato e responsabilità in ambito economico e culturale. Creatore del concept E20 Gallery, è connoisseur d’arte, dal Trecento al contemporaneo. Ha inoltre ideato Assoarchivi, progetto dedicato alla valorizzazione e alla tutela degli archivi d’arte italiani. Unisce competenze economico-giuridiche e sguardo critico sul sistema dell’arte, con una spiccata capacità di orientare le scelte di mercato in ambito artistico, offrendo ai collezionisti chiavi di lettura originali e strategiche.

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