Le aste di maggio hanno confermato un clima di forte vitalità per il mercato dell’arte moderna e contemporanea. Dopo i risultati registrati nei giorni scorsi a New York da Christie’s, Sotheby’s e Phillips, anche Vienna ha dato segnali estremamente solidi: le sessioni di Arte Moderna e Arte Contemporanea organizzate da Dorotheum il 19 e 20 maggio 2026 hanno visto aggiudicazioni oltre le stime, record mondiali e una rinnovata attenzione verso artisti del secondo Novecento italiano ed europeo.
Marino Marini e il bronzo che domina il moderno
Il risultato più eloquente della sessione di Arte Moderna del 19 maggio ha portato la firma di Marino Marini. Il suo Cavaliere del 1951 — lotto 25 — è stato aggiudicato a 565.000 euro, quasi il doppio della stima massima fissata tra 240.000 e 320.000 euro. Un’accelerazione che racconta molto della centralità assunta oggi da questa iconografia: il cavaliere disarcionato, simbolo della fragilità dell’uomo nel dopoguerra, continua a parlare con sorprendente attualità al collezionismo internazionale.
Subito dopo, Egon Schiele ha confermato il peso del modernismo viennese sul mercato con Sitzendes Mädchen mit rotem Hut del 1910, aggiudicato a 474.500 euro, ben oltre le attese. Il foglio appartiene alla stagione più intensa dell’artista e dimostra come il segmento delle opere su carta dei maestri austriaci rimanga tra i più competitivi del mercato europeo.
Monet conquista Vienna: il pastello della Tamigi
Il top lot assoluto della sessione moderna è stato però il Waterloo Bridge, Brouillard del 1901 di Claude Monet, aggiudicato a 611.000 euro contro una stima compresa tra 300.000 e 500.000 euro.
Il pastello appartiene al celebre ciclo londinese dedicato al Tamigi e ai ponti immersi nella nebbia industriale. Che un’opera su carta di questa serie — storicamente considerata meno “forte” rispetto ai dipinti a olio — abbia raggiunto simili cifre dimostra quanto il collezionismo impressionista abbia ormai superato le tradizionali gerarchie di tecnica e supporto.
Severini e de Chirico: il moderno italiano tiene quota
Tra gli italiani, Gino Severini ha ottenuto uno dei risultati più solidi della vendita con Il Paradiso Terrestre (c. 1937), aggiudicato a 377.000 euro. Il monumentale pannello, che traduce l’estetica del mosaico romano in una visione ritmica e sacrale della Creazione, si è imposto tra i lotti più contesi della sessione.
Anche Giorgio de Chirico ha registrato un risultato significativo: Apparizione del cavallo in un interno metafisico del 1969 ha raggiunto 273.000 euro, confermando una crescente attenzione per la produzione tarda dell’artista, a lungo guardata con prudenza dal mercato.
La sorpresa più interessante della giornata è arrivata però da Edita Broglio. Il suo Cortiletto del 1952 è stato aggiudicato a 34.400 euro, contro una stima iniziale di 7.000-10.000 euro. Un risultato che conferma il progressivo recupero critico e commerciale della pittrice legata all’ambiente della Metafisica romana.
Il contemporaneo: record mondiali e nuovi primati
La sessione del 20 maggio si è rivelata ancora più ricca di colpi di scena. Il risultato simbolo dell’intera settimana è stato quello ottenuto da Carla Accardi: Fonda notte (side a.) – Pieno giorno (side b.) del 1986 — lotto 244 — è stato aggiudicato a 520.000 euro, stabilendo il nuovo record mondiale assoluto per l’artista siciliana.
Il precedente primato apparteneva a una vendita di Sotheby’s, ma il risultato viennese lo ha superato di circa 120.000 euro. Ancora più impressionante è il rapporto con la stima iniziale, fissata tra 40.000 e 60.000 euro: l’opera ha moltiplicato quasi per nove il valore massimo previsto, consacrando definitivamente Accardi tra le figure centrali dell’astrazione europea del secondo Novecento.
Anche Piero Dorazio ha confermato il forte interesse del mercato internazionale. Ornato Bianco del 1984 ha raggiunto 260.000 euro partendo da una stima di 60.000-80.000 euro. La competizione tra i bidder è stata particolarmente intensa e ha spinto l’opera oltre tre volte il massimo atteso.
Giò Pomodoro e Canogar: la rivalutazione continua
Un altro record mondiale è arrivato per Giò Pomodoro: Folla/Crowd del 1963 è stata aggiudicata a 91.000 euro, superando nettamente la stima di 35.000-50.000 euro. Per uno scultore spesso rimasto in ombra rispetto alla notorietà del fratello Arnaldo, il risultato rappresenta un passaggio significativo nel processo di rivalutazione del suo lavoro.
Ottimo risultato anche per Rafael Canogar. Pintura n° 102 del 1963 ha raggiunto 117.000 euro, contro una stima di 35.000-50.000 euro, segnando il secondo miglior risultato d’asta di sempre per l’artista spagnolo. Un dato che conferma il crescente interesse verso le ricerche informali europee degli anni Sessanta.
Il bilancio delle due sessioni viennesi restituisce l’immagine di un mercato ancora estremamente selettivo ma disposto a premiare con decisione qualità, provenienza e rilevanza storica.










