Turner sul Lago di Como, quando la luce inglese incontra il paesaggio italiano

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Alla Pinacoteca Civica e al Broletto di Como una mostra realizzata con la Tate di Londra racconta il rapporto tra il grande maestro del Romanticismo e il Lario.

Quando si pensa a Turner vengono in mente Venezia, le tempeste marine, i tramonti incendiati e quelle pennellate che sembrano già guardare a Monet. Più difficilmente si pensa a Como. Eppure il Lago di Como occupa un posto non secondario nella formazione di quello che molti storici considerano il più grande pittore inglese dell’Ottocento e uno degli artisti che hanno traghettato la pittura europea verso la modernità.

Figure come Joseph Mallord William Turner restano capaci di trasformare ogni viaggio in un laboratorio di invenzioni visive. Per questo la mostra “Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano”, aperta fino al 27 settembre 2026 tra il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica di Como, rappresenta molto più di una semplice esposizione dedicata al maestro del Romanticismo inglese. È l’occasione per osservare da vicino come uno dei più grandi pittori della storia abbia guardato l’Italia e come l’Italia, a sua volta, abbia contribuito a trasformare il suo linguaggio.

Joseph Mallord William Turner, Il Lago di Como da Menaggio guardando verso Bellagio; 1819; acquerello su carta, mm 224 × 290; Londra, Tate; © Tate

Realizzata dal Comune di Como in collaborazione con la Tate di Londra e curata da Elizabeth Brooke, la mostra riunisce acquerelli, studi, dipinti e materiali provenienti dalle collezioni della prestigiosa istituzione britannica. Il percorso prende le mosse dai viaggi italiani dell’artista, in particolare da quelli compiuti tra il 1819 e gli anni Quaranta dell’Ottocento, quando Turner visitò più volte la penisola alla ricerca di quella luce che avrebbe reso inconfondibile la sua pittura.

Il Lago di Como nei viaggi italiani di Turner

Fra le tappe di quel Grand Tour non poteva mancare il Lago di Como. Oggi siamo abituati a considerarlo una destinazione internazionale, frequentata da celebrità, imprenditori e viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. All’inizio dell’Ottocento, tuttavia, il Lario rappresentava già una meta imprescindibile per gli artisti europei. Le montagne che precipitano nell’acqua, i continui cambiamenti atmosferici, le foschie del mattino e i tramonti che incendiano le rive offrivano un repertorio visivo ideale per un pittore ossessionato dagli effetti della luce come Turner.


Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano

Al Broletto, nel cuore della città medievale, il visitatore incontra proprio questo Turner viaggiatore. Gli schizzi e gli acquerelli esposti restituiscono il carattere quasi diaristico della sua esperienza italiana. Non si tratta semplicemente di vedute. Sono appunti visivi, intuizioni, frammenti di paesaggio destinati a sedimentare nella memoria dell’artista e a riemergere anni dopo in opere più complesse. In questi fogli si coglie il momento in cui l’osservazione si trasforma in emozione e l’emozione in pittura.

Osservando i fogli esposti si ha la sensazione di assistere a un momento di passaggio. Turner è ancora un artista romantico, ma sta già diventando il pittore che qualche decennio dopo avrebbe spinto John Ruskin a scrivere che nessuno era stato capace come lui di rendere la verità della natura. Le montagne, l’acqua e le variazioni atmosferiche del Lario sembrano offrirgli un laboratorio a cielo aperto per una ricerca che avrebbe rivoluzionato la pittura occidentale.

Joseph Mallord William Turner, Como: tramonto; 1843 circa; matita e acquerello su carta, mm 231 × 331; Londra, Tate; © Tate

Particolarmente suggestivi sono i lavori dedicati al lago, come le vedute da Menaggio verso Bellagio o le immagini che restituiscono la vastità del paesaggio lariano. Turner non cerca mai la descrizione topografica precisa. Quello che gli interessa è il modo in cui la natura si manifesta attraverso la luce, i riflessi e l’atmosfera. È un approccio che anticipa per molti aspetti la sensibilità impressionista e che spiega perché la sua opera continui a esercitare una tale influenza ancora oggi.

In un momento in cui il mercato internazionale continua a considerare Turner uno dei nomi più solidi e rari dell’arte europea, basti pensare al record di oltre 30 milioni di sterline ottenuto nel 2014 da “Rome, From Mount Aventine”, la mostra comasca offre qualcosa che il mercato non può comprare: l’opportunità di osservare da vicino il processo creativo di un artista che, partendo dall’osservazione del reale, arrivò a immaginare una pittura che apparteneva già al futuro

Dalla Pinacoteca Civica alla contemporaneità

Alla Pinacoteca Civica il racconto si amplia e diventa più ambizioso. Qui il focus si sposta sul rapporto tra Turner e il paesaggio italiano nel suo complesso. Le opere esposte mostrano come il viaggio nella penisola sia stato fondamentale per la maturazione della sua ricerca artistica. Roma, Tivoli, Venezia e naturalmente il Lago di Como diventano tappe di un percorso in cui il dato reale viene progressivamente trasfigurato fino a sfiorare l’astrazione.

La visita offre inoltre un motivo in più per scoprire uno dei musei civici più interessanti della Lombardia. La Pinacoteca di Como conserva infatti importanti testimonianze della storia culturale della città, compresi materiali dedicati a due figure fondamentali dell’architettura del Novecento come Antonio Sant’Elia e Giuseppe Terragni. Il celebre modello della Casa del Fascio e la documentazione legata alle esperienze del Razionalismo costituiscono un sorprendente contrappunto moderno alla sensibilità romantica di Turner, ricordando come Como sia stata, in epoche diverse, un laboratorio internazionale di idee.

Ad arricchire il progetto espositivo c’è anche un terzo capitolo, ospitato nella suggestiva chiesa di San Pietro in Atrio. Qui la collaborazione con la Tate assume una dimensione contemporanea grazie a Feeling Colour, mostra dedicata agli artisti britannici Jim Lambie e David Batchelor. Le loro installazioni e sculture instaurano un dialogo inatteso con l’opera di Turner attraverso il tema del colore, dimostrando come alcune delle intuizioni del pittore inglese continuino ancora oggi a influenzare la ricerca artistica contemporanea.

Perché la mostra Turner è importante per Como

La mostra arriva in un momento particolarmente favorevole per Como. Negli ultimi anni la città ha saputo ridefinire la propria identità, investendo sulla qualità dell’accoglienza e valorizzando il proprio patrimonio storico e paesaggistico. L’attenzione internazionale generata dal successo sportivo del Como 1907, protagonista di una crescita che lo porterà nella prossima stagione a confrontarsi con l’élite del calcio europeo, ha ulteriormente amplificato la visibilità del territorio. Ma sarebbe riduttivo attribuire tutto allo sport. Como sta vivendo una trasformazione più profonda, che coinvolge l’offerta culturale, alberghiera, gastronomica e museale.

Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano

In questo contesto, la mostra dedicata a Turner assume quasi il valore di una dichiarazione d’intenti. Non è soltanto un’importante operazione espositiva, ma il segnale di una città che vuole dialogare con le grandi istituzioni internazionali e proporsi come destinazione culturale di primo piano. La collaborazione con la Tate ne è la prova più evidente.

Per chi sta programmando una gita estiva, il consiglio è semplice: concedersi una giornata intera. Visitare il Broletto, la Pinacoteca e San Pietro in Atrio significa immergersi in un racconto che attraversa due secoli di arte, dal Romanticismo alla contemporaneità. Ma significa anche riscoprire il Lago di Como attraverso gli occhi di uno dei più straordinari interpreti della luce che la storia della pittura abbia mai conosciuto. E capire, una volta di più, perché quel paesaggio continui a esercitare il suo incantesimo su chiunque lo osservi.

Giacomo Nicolella Maschietti
Giacomo Nicolella Maschietti
Giacomo Nicolella Maschietti è giornalista professionista, critico e curatore. Da oltre vent’anni collabora con Class CNBC come esperto di mercato dell’arte. Scrive regolarmente per Collezione da Tiffany, Cottura Creativa, Private e Patrimoni e ha collaborato con Milano Finanza, GQ, Marie Claire Maison e con le principali testate italiane del settore (Flash Art, Artribune, Artslife). Conduce settimanalmente la rubrica culturale Grand Hotel su UP TV, la moving TV delle metropolitane e degli aeroporti italiani. Si occupa di mercato, collezionismo e sistema dell’arte, con particolare attenzione ai rapporti tra patrimonio culturale, istituzioni e contemporaneità.

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