Phillips chiude la settimana londinese: Hockney guida, cresce l’Asia e il mercato continua a selezionare

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Dopo il record europeo messo a segno da Sotheby’s e la vendita più contenuta di Christie’s, è toccato a Phillips chiudere la settimana londinese delle aste di arte moderna e contemporanea. Pur con dimensioni molto inferiori rispetto ai due principali concorrenti, la casa d’aste ha confermato la propria solidità nel segmento medio-alto del mercato, totalizzando £11.964.743 nella Modern & Contemporary Art Evening & Afternoon Sale.

Più dei numeri assoluti, la vendita offre una fotografia dello stato attuale del collezionismo internazionale: domanda concentrata sulle opere di qualità, crescente interesse verso gli artisti asiatici e maggiore prudenza nei confronti dei nomi che avevano alimentato la stagione speculativa degli ultimi anni.

Una vendita equilibrata

L’asta ha registrato 76 lotti aggiudicati su 90, con un sell-through del 91% per valore e dell’84% per numero di lotti. Quattro opere sono state ritirate prima dell’inizio della vendita, una scelta che ha contribuito a contenere il numero degli invenduti e a mantenere un buon equilibrio complessivo.

Senza inseguire risultati sensazionali, Phillips ha dimostrato ancora una volta di saper costruire cataloghi capaci di intercettare una domanda internazionale sempre più selettiva, nella quale provenienza, qualità e rilevanza storica delle opere assumono un peso crescente.

Il peso di Hockney

David Hockney, The Only One with Waves, 1991_Courtesy of Phillips

Il lotto principale della serata è stato The Only One with Waves (1991) di David Hockney, aggiudicato per £2.423.000, poco sotto la stima massima.

La vendita assumeva un significato particolare perché rappresentava una delle prime importanti occasioni di mercato dopo la scomparsa dell’artista, avvenuta l’11 giugno all’età di 88 anni. L’esito ha mostrato un mercato composto e razionale: nessuna corsa ai rilanci, ma un prezzo coerente con la qualità dell’opera e con le aspettative della vigilia.

Kusama tiene, il mercato dei “nuovi contemporanei” si ridimensiona

Yayoi Kusama, INFINITY-NETS (MAE), 2013_Courtesy of Phillips

Tra i protagonisti della serata si conferma Yayoi Kusama con INFINITY-NETS (MAE) (2013) che ha superato la stima alta raggiungendo £1.548.000, mentre SPLENDOUR OF STARS CHANGING INTO BLUE (2019) è stata venduta per £322.500, consolidando ulteriormente la stabilità del suo mercato.

Diverso il quadro per alcuni degli artisti che avevano beneficiato della forte espansione del mercato post-pandemia. Jadé Fadojutimi ha ottenuto £425.700 con O! The Climate Has A Temper Today (2024), perfettamente all’interno delle stime. Un risultato positivo, ma distante dagli eccessi registrati negli anni della cosiddetta “fresh paint speculation”, segnale di un mercato oggi molto più disciplinato.

Rose Wylie continua a sorprendere

Fra i risultati più convincenti figura ancora Rose Wylie, il cui dipinto ha raggiunto £167.700 contro una stima di £60.000-80.000.

Dopo il record personale ottenuto pochi giorni prima da Christie’s, questo nuovo risultato sopra le aspettative rafforza l’impressione che la crescita dell’artista non sia più legata a un entusiasmo momentaneo, ma trovi sostegno anche nel crescente riconoscimento istituzionale, culminato con la recente mostra personale alla Royal Academy.

L’Asia continua a guadagnare spazio

La parte più significativa della vendita riguarda probabilmente il crescente peso dell’arte asiatica.

Inner Light (1966) di Hsiao Chin è stato uno dei migliori risultati dell’intera settimana londinese, raggiungendo £516.000 contro una stima di £80.000-120.000, oltre quattro volte la valutazione massima.

Anche Maqbool Fida Husain ha ottenuto un’importante aggiudicazione: una tela senza titolo degli anni Settanta è stata venduta per £412.800, quasi il triplo della stima alta. Non sorprende quindi che l’intera sezione dedicata agli artisti dell’Asia meridionale abbia registrato un sell-through del 100%, confermando il crescente interesse internazionale verso quest’area del mercato.

Andrew Cranston firma un nuovo record

Andrew Cranston_Meditation in a tenement_Courtesy of Phillips

La vendita si è aperta con un nuovo primato per Andrew Cranston.

Meditation in a tenement (2023) è stata aggiudicata per £83.850, nuovo record mondiale d’asta per l’artista. Anche gli altri due dipinti presenti in catalogo hanno superato le rispettive stime, confermando il progressivo consolidamento del suo mercato secondario.

Cosa ci dice Phillips sul mercato di oggi

Se Sotheby’s ha dominato la settimana con risultati eccezionali e Christie’s ha proposto una vendita più prudente, Phillips offre forse l’indicazione più interessante sullo stato del mercato contemporaneo.

La domanda rimane vivace, ma è sempre più orientata verso opere di qualità museale, artisti storicizzati e mercati in espansione come quello asiatico. Al contrario, le dinamiche speculative che avevano caratterizzato il contemporaneo più giovane sembrano lasciare spazio a una selezione molto più rigorosa da parte dei collezionisti.

Non è stata una vendita destinata ai record, ma un’asta che conferma come il mercato stia entrando in una fase più matura, nella quale qualità, provenienza e solidità storica delle opere contano più della semplice notorietà del momento.

Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon, storica dell'arte, ha consolidato la sua expertise lavorando tra gallerie e case d'asta, dove ha affinato lo sguardo sulle dinamiche del mercato e sul rapporto tra opera d'arte e collezionista. Dal 2023 lavora con Collezione da Tiffany, focalizzandosi sull'analisi delle tendenze e sul mercato dell'arte contemporanea.

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