Il classico, il dinamismo, il sogno: Galleria d’arte Frediano Farsetti alla BIAF

del

Firenze, Palazzo Corsini, dal 26 settembre al 4 ottobre 2026

Alla XXXIV edizione della BIAF, Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, la Galleria d’Arte Frediano Farsetti propone una selezione di capolavori del Novecento, in linea con la proposta espositiva della Galleria con sede a Milano, storico punto di riferimento per i grandi maestri dell’arte italiana.

Tra le opere presentate spiccano senza dubbio due capolavori di Giorgio De Chirico : Il tempio di Apollo, un olio su tavola datato 1920 e la Niobe, un olio su tela del 1921.

La tavola può essere considerata a tutti gli effetti un’opera cardine per comprendere la complessità della ricerca di de Chirico e il rapporto tra mito, memoria e mistero nella sua pittura. Rappresenta un Edipo al centro della scena raffigurato quasi come una statua, mentre sullo sfondo compare la Sfinge e, ai suoi piedi, i resti e le ossa dei perdenti. Enigma e mistero la caratterizzano: pochi mesi dopo la realizzazione de Chirico modifica il titolo dello’opera: dal più narrativo Edipo e la Sfinge al misterioso Il tempio di Apollo.
L’opera vanta una storia espositiva di particolare rilievo: fu presentata già nel 1921 alla mostra personale di de Chirico a Milano e, nello stesso anno, a Berlino e Hannover, e è passata attraverso importanti collezioni, tra cui quelle di Valori Plastici e Attilio Vallecchi.

Giorgio de Chirico, Il tempio di Apollo, 1920. Tecnica Olio su tavola
cm 65,2×41,4

Anche la tela costituisce un’emblematica testimonianza del rinnovato studio del grande metafisico sull’antico e Niobe può considerarsi la trasposizione pittorica di questo status: con quetso dipinto de Chirico si riallaccia ai suoi temi prediletti, quelli dello straniamento, dell’accostamento di elementi incongrui, del rifiuto di ogni naturalismo, continuando così a perseguire, anche negli anni del classicismo degli anni Venti, le idee fondanti della sua Metafisica. Dipinta a Firenze, e basata sul volto della Niobe del gruppo scultoreo di età romana conservato alla galleria degli Uffizi, la figura da marmorea diviene pittorica, dipinta con i colori smaltati tipici delle tavole rinascimentali.

Giorgio de Chirico, Niobe, 1921. Olio su tela, cm 52,3×41,7

Inoltre, saranno presenti altri due importanti autori con opere di un grande valore: Senza titolo di Alberto Savinio e Danseuse et violiniste di Gino Severini, due lavori molto diversi, ma accomunati dalla capacità di andare oltre la rappresentazione tradizionale, trasformando la realtà attraverso il sogno, il movimento e la ricerca di un nuovo equilibrio.

Savinio: metamorfosi e paesaggi onirici

Realizzata nel 1929, Senza titolo di Alberto Savinio (1891-1952) presenta una complessa costruzione biomorfica che sembra fluttuare sopra un paesaggio marino, dominato da un cielo scuro e inquieto. Una finestra aperta introduce lo spettatore nella scena, mentre una grande vela nera fa da contraltare alle forme sospese e agli oggetti volanti.

È una pittura in bilico tra realtà e fantasia, dove le figure sembrano continuamente sul punto di cambiare forma e natura. I colori accesi e le forme quasi giocose accentuano il carattere enigmatico e ironico della composizione.

L’opera appartiene a uno dei periodi più fecondi di Savinio, al secolo Andrea de Chirico, fratello minore di Giorgio. Alla fine degli anni Venti l’artista approda a un Surrealismo personale, nel quale confluiscono l’enigma e l’ironia della Metafisica.

Pittore, scrittore e musicista, Savinio costruisce il proprio linguaggio attraverso esperienze diverse: dagli studi musicali in Grecia e a Monaco di Baviera all’incontro con l’avanguardia parigina di Picasso, Breton e Cocteau, fino ai rapporti con de Pisis, Carrà e Morandi. Una formazione cosmopolita che si riflette nella sua pittura, sempre sospesa tra cultura, memoria e immaginazione.

Severini: un ponte fra Futurismo e Cubismo

Capolavoro futurista è Danseuse et violiniste, opera su carta del 1915 di Gino Severini (1883-1966). Originario di Cortona, Severini si avvicina al Divisionismo a Roma frequentando Boccioni e Balla, per poi approfondire a Parigi la conoscenza dell’Impressionismo e del Postimpressionismo di Seurat e Signac.

Dalla scomposizione del colore nasce un linguaggio personale che porta l’artista ad abbracciare il Futurismo, diventando un punto di incontro tra l’avanguardia italiana e il Cubismo francese.

Gino Severini, Danseuse et violiniste, 1915, carboncino e matita su carta, 56,5 x 46,7 cm

In Danseuse et violiniste il tema della danza, centrale nella ricerca di Severini, diventa occasione per sperimentare movimento e simultaneità. La ballerina e il violinista si sovrappongono in una composizione dinamica, dove i molteplici piani del Cubismo incontrano il movimento tipico del Futurismo.

Il 1915 rappresenta un momento fondamentale per la ricerca dell’artista sul tema del ballo. Negli anni successivi Severini si orienterà verso un progressivo ritorno all’ordine e verso una pittura più vicina all’ideale di equilibrio classico.

La presenza di Farsettiarte alla XXXIV Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze offre l’occasione di scoprire due momenti significativi del Novecento attraverso le opere di Savinio e Severini: il mondo visionario e metamorfico del primo e la ricerca dinamica del secondo.

Un percorso che invita a riscoprire, nella splendida cornice di Palazzo Corsini, il continuo dialogo tra classico, dinamismo e sogno.

Galleria d’Arte Frediano Farsetti

Fondata nel 1999 nel cuore di Milano, la Galleria d’Arte Frediano Farsetti affianca alle grandi retrospettive dedicate ai maestri del Novecento italiano e internazionale una particolare attenzione alle ricerche della contemporaneità.

Nel corso degli anni ha realizzato mostre dedicate, tra gli altri, a Pellizza da Volpedo e Balla, Pablo Picasso, Filippo de Pisis, Modigliani e Giorgio Morandi. Tra le rassegne più recenti si ricordano SpazialismiBoris ZaborovVittorio Corsini. Unstable – EnvironmentsPiero Gemelli. Storie immaginate nel 2023 e Campigotto Industrials nel 2024.

La partecipazione alla BIAF si inserisce così in un percorso dedicato alla valorizzazione del Novecento e dei suoi protagonisti, attraverso opere capaci ancora oggi di raccontare la straordinaria varietà delle avanguardie e della pittura italiana.

Chiara De Bernardi
Chiara De Bernardi
Chiara De Bernardi ha studiato Comunicazione e Didattica dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Brera e si è laureata in Arte, Valorizzazione e Mercato allo IULM di Milano. Dal 2023 lavora come Gallery Assistant presso una galleria d'arte contemporanea.

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