“Silent Crossings”: il viaggio interiore di Ciro Palumbo alla Biennale Arte di Venezia 2026

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Dall’eredità metafisica italiana a un progetto espositivo di respiro internazionale: il pittore torinese presenta la sua mostra personale negli spazi della Gervasuti Foundation at Supernova, nell’ambito degli Eventi Speciali del Padiglione della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

Cosa significa attraversare? Non nel senso geografico del termine, ma in quello più intimo e irriducibile dell’esistenza umana. È questa la domanda che Ciro Palumbo pone al centro di Silent Crossings, la sua nuova mostra personale che sarà visitabile dal 20 al 28 giugno 2026 presso la Gervasuti Foundation at Supernova (Cannaregio 3218/A – Fondamenta della Sensa, Venezia), con inaugurazione il 19 giugno alle ore 18.30.

Il progetto è inserito nel programma degli Eventi Speciali – Diary #03 del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, con la curatela di Martina Cavallarin.

Ciro Palumbo_Portami Lontano

Ciro Palumbo: un percorso tra metafisica e contemporaneità

Nato a Zurigo nel 1965, Ciro Palumbo vive e lavora a Torino. La sua pittura affonda le radici nella grande tradizione della Metafisica italiana, da Giorgio de Chirico ad Alberto Savinio, reinterpretata in chiave profondamente contemporanea. Nel suo universo pittorico abitano viandanti solitari, imbarcazioni sospese, architetture impossibili e paesaggi che sembrano appartenere a un tempo fuori dal tempo.

Attivo dal 1994, Palumbo ha realizzato oltre cento mostre personali in Italia e ha partecipato a contesti internazionali di rilievo come Artexpo New York e Context Art Miami. Nel 2011 ha preso parte alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (Padiglione Piemonte) e successivamente agli eventi collaterali dei Padiglioni Nazionali Grenada nel 2022 e nel 2024. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e istituzionali, tra cui il Museo MACIST di Biella e la Civica Galleria d’Arte Moderna G. Sciortino di Monreale.

Ciro Palumbo_I Viandanti

Silent Crossings: il viaggio come condizione esistenziale

Con Silent Crossings, Palumbo trasforma il tema dell’attraversamento in una riflessione sull’essere umano contemporaneo: il cammino non è più soltanto fisico, ma interiore. Ogni opera diventa un frammento di un percorso più ampio, fatto di tempo, memoria, perdita e ricerca di un approdo.

Le opere in mostra nascono da tre intenzioni profondamente intrecciate. Sono attraversamenti, perché rappresentano passaggi evolutivi, momenti in cui qualcosa dentro di noi si trasforma irreversibilmente. Sono atti poetici, perché non nascono dalla necessità ma da una spinta più silenziosa, quella dell’anima che cerca forma e senso. E sono silenziosi, perché maturano nel profondo, attraverso le esperienze sedimentate nel tempo, lontano dal rumore del mondo.

Il visitatore è invitato a farsi viandante del corpo, della mente e dello spirito percorrendo un allestimento pensato come un viaggio in sé. Le figure di Palumbo non illustrano una storia: la abitano, sospese in paesaggi mentali dove il tempo rallenta e lo spazio si fa metafora. Un linguaggio figurativo rigoroso e visionario, che attinge alla tradizione classica per interrogare il presente.

Ciro Palumbo_Attraversamenti

Il contesto: il Padiglione della Tanzania alla Biennale di Venezia 2026

Silent Crossings si inserisce nel programma di eventi speciali del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, promosso dal Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e dello Sport della Tanzania, con la curatela di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin.

La partecipazione di Palumbo è sostenuta da Artesicura, azienda specializzata nella tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio artistico privato, che affianca collezionisti e istituzioni con servizi integrati di expertise, restauro e consulenza patrimoniale. Il sostegno di Artesicura a questo progetto testimonia una visione in cui l’arte non è solo bene da proteggere, ma patrimonio culturale da promuovere e rendere accessibile a livello internazionale.

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