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martedì, Gennaio 25, 2022

Divina Proporzione: incontro con Monica Temporiti

del

Pavese di origine ma naturalizzata milanese, Monica Temporiti (n. 1978) ha studiato all’Istituto Professionale “Kandinsky” di Milano dove si è diplomata grafico pubblicitario nel 1997; specializzatasi in grafica editoriale presso l’Istituto Bauer, ha lavorato fino al 2009 presso la casa editrice Skira, proseguendo poi la sua attività come grafico freelance e product manager, collaborando anche con prestigiose gallerie d’arte. Nel frattempo si è sviluppata la sua attività artistica che, dal 2014, l’ha portata a esporre in mostre personali a Milano, Parma e Viterbo, oltre che alla partecipazione a diverse collettive e alla presenza in varie fiere italiane. Per il 2017 sono in programma un’altra sua personale a Cassino presso la Galleria Avanguardie Artistiche e, in giugno, il debutto in Germania con una mostra presso la Westend Galerie di Francoforte. Linearità, equilibrio, eleganza sono le caratteristiche dell’astrattismo geometrico della Temporiti; una raffinata semplicità strettamente legata al tipo di tecnica utilizzata in molte sue opere: acrilico su tela con strisce di tela applicata che conferiscono all’opera una leggera tridimensionalità e contribuiscono al gioco coloristico.

Monica Temporiti, MT_80_16_80, 2016. Acrilico su tela e tela applicata_30x30cm
Monica Temporiti, MT_80_16_80, 2016. Acrilico su tela e tela applicata_30x30cm

Sandro Naglia: Hai iniziato come grafico lavorando anche per Skira: ci racconti la progressiva trasformazione in artista tout court?

Monica Temporiti: «La passione per l’arte c’è sempre stata, fin da giovanissima; di qui la scelta della scuola superiore “Kandinsky”, dove ho potuto conoscere i vari campi della grafica, fotografia, stampa, still life, packaging eccetera… La fortuna di lavorare come grafico in Skira mi ha poi portato a conoscere artisti, imparando molto da loro. La professione prosegue come freelance e quindi ancor più a stretto contatto con artisti, ad esempio per impaginare cataloghi di mostre.»

S.N.: A un primo sguardo, le tue opere sembrano inserirsi in una tradizione di astrattismo geometrico prettamente milanese — penso ad artisti come Bruno Munari e Luigi Veronesi — con, nello stesso tempo, riferimenti a certo Minimalismo americano… Quali sono i tuoi artisti preferiti? E chi ti ha maggiormente influenzato?

M.T.: «Premetto che, come la maggior parte degli artisti, preferisco che siano gli altri a parlare di me, non mi piace vantare ed elogiare le mie qualità. Le opere devono suscitare emozioni, e la cosa più bella per un artista è vedere come può reagire una persona alla vista di un suo lavoro. Nei miei quadri tutto nasce dallo studio della “sezione aurea”; ogni lavoro ha uno studio sottostante, non è detto che una linea sia semplicemente una linea: al di sotto di essa ci sono in realtà intersezioni di cerchi e linee. In una mostra sono stata presentata come una “minimalista femminile”, dove la freddezza del minimalismo scompare lasciando spazio alla sensibilità femminile: “colori, raffinatezza e geometria”. I miei lavori sono stati anche accostati a Paolini; sono molto affascinata da Munari e Veronesi e, per quanto riguarda gli artisti americani, posso dire che Kenneth Noland mi ha particolarmente colpita in una recente mostra vista a Milano.»

Monica Temporiti, MT_79_15_180, 2015. Acrilico su tela e tela applicata_30x30cm
Monica Temporiti, MT_79_15_180, 2015. Acrilico su tela e tela applicata_30x30cm

S.N.: Confesso che una delle cose che apprezzo di più nelle tue opere è la ricerca di un’armonia e di una bellezza “semplici”, in un’epoca in cui sembra che, per essere à la page, non si possa evitare splatter, coprofilia e perversioni sessuali varie oppure — sul versante opposto — il rifugiarsi in una figuratività “neoespressionista” che lascia spesso il tempo che trova…

M.T.: «Ritrovo questa tua sensazione nei commenti sulle mie opere di diverse altre persone. Io sono emotiva e timida, ma quando dipingo in assoluta solitudine (solo la musica può farmi compagnia), la mia parte serena e tranquilla — o irrequieta — si esprime creando miscele di colori e rigore, trasferendo nella pittura la mia parte razionale e positiva.»

S.N.: Il tipo di astrattismo geometrico e i materiali che utilizzi sono presenti già fin dalle prime tue opere del 2010, ma è evidente una progressiva e costante evoluzione e ricerca…

M.T.: «Dicono che i miei lavori dal 2014 in poi siano più evoluti e maturi, quelli appunto dove l’intersecarsi di linee lascia spazio alla razionalità e al rigore. C’è sempre una ricerca sui materiali: già nei primi lavori del 2010 le linee sono realizzate con fili di cotone… Il concetto che voglio far arrivare alle persone è che le linee devono prendere forma e spessore: fili di cotone, tela applicata, plexiglas eccetera… mai una linea piatta.»

Monica Temporiti, MT_80_16_83, 2016. Acrilico su tela e tela applicata_100x100cm
Monica Temporiti,
MT_80_16_83, 2016. Acrilico su tela e tela applicata_100x100cm

S.N.: Una cosa molto interessante nella tua attività è come ne stai gestendo il lato professionale. Mostre personali e collettive, la partecipazione a fiere, ma anche la presenza su e-Bay, inizialmente tramite una galleria ma poi a quanto vedo (io stesso sono entrato per la prima volta in contatto con le tue opere grazie a quel canale) ora anche tramite offerte di utenti/collezionisti privati. Una scelta intelligente, a mio parere, è stata quella di proporre qualcuna delle tue opere anche in offerta libera, senza prezzo di riserva. In brevissimo tempo, poi, le tue opere hanno iniziato anche a circolare in alcune case d’asta. Last but not least, è da sottolineare la scelta di cominciare fin da subito la rigorosa archiviazione dei tuoi quadri: una garanzia per il collezionista, e anche una possibile ottima mossa di mercato in prospettiva futura. Mi sembra una maniera adamantina di proporre la tua produzione con la maggiore visibilità possibile e, allo stesso tempo, di incoraggiare e favorire un interesse collezionistico.

M.T.: «Sì, forse avendo lavorato per un anno presso una prestigiosa galleria a Milano, e avendo collaborato presso l’archivio di un Maestro contemporaneo ho una positiva deformazione professionale: fin da subito ho voluto creare una catalogazione delle opere. I collezionisti amano avere un’opera certificata e io a mia volta posso avere così un riscontro su chi possiede un mio lavoro. Come giovane artista, la prima cosa è farsi conoscere su più canali possibili: mostre, fiere, aste, sempre nella “dignità artistica”, per cercare di crearsi un futuro serio, degno di un artista “d’altri tempi”.  A volte bisogna avere il coraggio e la forza di aspettare e prendere decisioni anche difficili che possano però darti un futuro. Infatti questo appena passato è stato un anno di transizione, ma il 2017 sarà frutto del 2016.»

[infobox maintitle=”PER I COLLEZIONISTI” subtitle=”Monica Temporiti lavora con la Galleria ArteA Gallery di Milano. I prezzi delle sue opere partono da 250 euro per i lavori più piccoli (15×15 cm) per arrivare a 1800/2000 euro per opere di 100×100 cm. Nata a Casorate Primo (PV) nel 1978, Monica Temporiti ha all’attivo diverse mostre personali e collettive e la presenza in numerose fiere ed aste. Vive e lavora a Milano.” bg=”gray” color=”black” opacity=”off” space=”30″ link=”no link”]

Sandro Naglia
Nato nel 1965, Sandro Naglia è musicista di professione e collezionista d’arte con un interesse spiccato per gli astrattisti italiani nati nei primi decenni del Novecento e per quelle correnti in qualche modo legate al Pop in senso lato (Scuola di Piazza del Popolo, Nouveau Réalisme ecc.).
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