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Hong Kong: una art week da “sold out” per il ritorno (alla grande) di Art Basel

del

Primo vero ritorno di Art Basel Hong Kong (Marzo 21-25): altissima l’affluenza in fiera con +86.000 visitatori fra locals abbienti e tanti millennials ben vestiti  che hanno affollato i corridoi fin dalla preview, ma anche collezionisti di altissimo livello, soprattutto della regione e della Cina continentale, che finalmente possono viaggiare dopo più di due anni di confinamento da restrizioni.

Timothy Tan, noto collezionista con base a Manila e supporter di tanti artisti emergenti, oggi ha commentato: “Hong  Kong sta facendo una dichiarazione: si è percepita tutta l’energia della Hong Kong pre-covid. Le opere d’arte più importanti della fiera, le mostre delle gallerie, le esposizioni nei musei e le cene e le feste senza sosta. Sta accadendo”

Art Basel Hong Kong 2023. Courtesy Art Basel

Opinione condivisa di tutti i partecipanti è stata che la lista di appuntamenti e feste di questa art week poteva davvero fare invidia a quella di Miami o Los Angeles, complice anche la voglia della città di tornare a organizzare eventi, dopo la lunga e imperativa reclusione pandemica: tanti i brand luxury che, come già successo a Seoul, cercano di conquistare il mercato locale andando sul sicuro del pubblico dell’arte, ma anche le gallerie, case d’asta e musei come il LACMA che hanno scelto di sfruttare questa settimana per raggiungere nuovi clienti e sostenitori asiatici.

Soddisfatti i 180 espositori di Art Basel come i 70 ulteriori della parallela Art Central, che si rivela sulla via di diventare una fiera paragonabile a Kiaf se non, sul lungo andare, a Untitled o Liste, privilegiando quest’anno un approccio curatoriale che ha portato 39 espositori anche internazionali.

Bev Butkow at Art Central_ credit Kennevia Photography_ courtesy the artist and Guns & Rain

Fra questi anche la galleria con base Johannesburg Guns&Rain, che ha portato opere tutt’altro che pop come gli intensi e viscerali lavori di Tuli Mekondjo, e la sensuale installazione tessile di Bev Butkow

Questo per dare un’idea dell’appetito locale in una Hong Kong che torna a pieno titolo nella geografia dell’arte, i tanti stand sold out in entrambe le fiere già in preview, con vendite a diversi livelli di prezzo e con una panoramica di gusti davvero diversificata, che vanno davvero dall’’emergente fino alle 7 cifre, in poche ore. 

Un lavoro di Tuli Mekondjo

Hauser & Wirth (senza sorpresa) non ha fatto fatica a trovare un collezionista già nelle prime ore per uno dei favoriti del pubblico asiatico, George Condo, soprattutto quando è evidente l’ispirazione a Picasso, con Purple Compression venduto per 4.75 milioni. 

Insieme a questo, la galleria nella prima giornata vantava vendite che vanno dal  Mark Bradford da 3.5 milioni, a Pat Steir ( $975,000 ),  Ed Clark ($695,000), un ritratto di donna firmato Henry Taylor ( $650.000, ora personale al MOCA LA ), ma anche una scultura in silicone di Paul MCcarthy per $450,000 –  tutte opere destinate a collezioni asiatiche a testimonianza del gusto diversificato sviluppatosi nella regione.Acquisirne in preview anche un’opera, Frida 2023, dell’artista latino Angel Otero, ora destinata al Long Museum di Shanghai.

Installation view, Hauser & Wirth at Art Basel Hong Kong 2023, Booth 1B15 Photo_ JJYPHOTO Courtesy Hauser & Wirth

Talvolta le preview diventano anche occasione di scoperte di movimenti nel mercato e gossip, come nel caso di Elizabeth Peyton, presente da David Zwirner con un ritratto anche del figlio Lucas (pare), mentre da Lehmann Maupin l’americana-vietnamita Tammy Nguyen ha fatto sold out dopo Greater New York 2021 e Berlin Biennale insieme all’artista coreano-canadese Zadie Xa – attualmente in mostra alla Whitechapel Gallery di Londra, e di cui la galleria ha annunciato, poco prima della fiera, l’esclusiva, vendendo subito due opere a $24.500 dollari.

Più prevedibile la proposta di Victoria Miro che ha portato dall’icona zucca di Kusama ( $6 milioni USD) a un ritratto di Alice Neel da $1 milione, come poi nuove leve giovani ma già con prezzi stellari nel proprio programma come Hernan Bas (1.2 milioni USD ), Kudzanai-Violet Hwami ( $ 75.000/100.000) e Flora Yukhnovich acquisita da un museo in Australia.

Hive Center for Contemporary Art. Courtesy Art Basel

Si è confermato, del resto anche ad Hong Kong un particolare appetito per le “giovani regine del contemporaneo” oggi con lunga lista d’attesa,  come l’energica astrazione di Jadé Fadojutimi, venduta subito dalla giapponese Taka Ishiii con range $ 620/700mila, come poi i due paesaggi di Emma Webster da Perrotin (oggi con altissima richiesta soprattutto da collezionisti asiatici a seguito della mostra a Seoul e ora a Tokyo, entrambe subito sold out),  ma anche di una giovane europea come Mathilde Denize che ha appena avuto una mostra sold out nella sede parigina e l’ampia tela dell’artista cinese ma con base a New York, Yuang Fang, venduta al Long Museum per $51.000 dalla galleria di Beijing Hive Contemporary

Pare particolarmente apprezzata in Asia, infatti, non solo la figurazione,  ma anche un’astrazione più segnica ( sebbene l’astrazione sia stata a lungo proibita  in Cina) come nel caso dello stand sold out di Adam Pendleton da David Kordansky ($95.000 /$135.000 ) e del generale successo di maestri dell’informale come Hans HartungCardi ha venduto a $650.000 un’opera più eccentrica dell’80 come quelle recentemente presentate da Perrotin a New York, mentre Mazzoleni, nella sua sezione curata Kabinett, ha presentato con vendite una curata selezione anni 50/60 di opere di sue opere (prezzi da 70.000 € su carta e fino a 550.000 € per i dipinti)

Mazzoleni, Art Basel Hong Kong 2023. Credits Kojima Yosuke. Courtesy Mazzoleni, London – Torino

Bene anche per le la gallerie italiane presenti: Nicolò Cardi ha commentato al terzo giorno di aver dovuto già riallestire 3 volte lo stand, con vendite che vanno da un De Chirico da $1,5 milioni, a Davide Balliano popolarissimo in Asia ormai grazie la rappresentanza locale della coreana Tina Kim ($12.000 /30.000) e Mimmo Paladino ($40.000 / $290.000 )

Cresce l’ interesse internazionale per Carla Accardi, anche dopo la recente partecipazione all’ultima  Biennale di Venezia e le numerose personali dedicatagli: l’artista è andata venduta sia da Mazzoleni (prezzi tra 70.000 e 200.000 €)  che da MASSIMODECARLO – Riccardo Chesti, Sale Associate nella galleria di Hong Kong ha confessato che c’è una crescente richiesta delle sue opere in Asia, come anche per il lavoro di Giorgio Griffa che sta vedendo una meritata  rivalutazione anche grazie la recente mostra al Centre Pompidou.

“Risultati ben oltre le aspettative per la nostra galleria, con varie vendite sia degli artisti cinesi che italiani che abbiamo portato in fiera – dichiara Chesti – Questo grazie al lavoro fatto in questi anni con la nuova sede a Hong Kong. Il futuro dell’arte continua ad essere in Asia, e Hong Kong è ormai alla pari di altre piazze internazionali come New York”

Nicola Samorì La pelle di Palermo, 2022_23 Oil on linen 200 x 150 cm courtesy Galerie EIGEN + ART Leipzig_Berlin Photo_ Rolando Paolo Guerzoni

Apprezzato in Asia anche un artista italiano contemporaneo come Nicola Samorì, sold out da Eigen + Art (prezzi dai 7.000 ai 60.000 EUR) per collezionisti soprattutto locali, mentre a Art Central è andato bene presso il pubblico locale anche un artista italiano espatriato base HK presentato dalla locale Square Street Gallery, come Gianluca Crudele, nonostante la cripticità enigmatica delle sue opere tutt’altro che pop, dense di riferimenti letterari e filosofici. 

Feedback positivo da Peres Project, che già da qualche anno ha sviluppato il mercato asiatico e a fine mese espande la sede a Seoul: la galleria ha presentato una selezione dei propri artisti, ormai must-have nelle collezioni coreane, e non solo, come Donna Huanca, Paolo Salvador, e l’artista originario proprio di Hong Kong Mak2 (35.000 USD) che ha inaugurato negli stessi giorni una mostra anche nella sede di Berlino ed è stato utilizzato a promozione dalla stessa Art Basel nelle locandine in città. 

Mak2 Home Sweet Home Too Hot to Handle 2, 2022_ Peres Projects

Ha riportato vendite a diversi livelli anche Xavier Hufkens (Brussels), che vanno da un ritratto di Alice Neel nel range di 1-2 milioni USD, al dipinto e una scultura di Thomas Houseago (USD 350,000 a 400,000, e ben 5 dipinti dell’artista Cassi Namoda (prezzi tra i 50,000 e 75,000) che la galleria ha appena iniziato a rappresentare.

Il nostro ritorno alla fiera di persona quest’anno ha confermato la nostra convinzione che Hong Kong rimane un attore importante sulla scena artistica mondiale – commentano da Xavier Hufkens – Ciò si è riflesso nell’entusiasmo dei collezionisti per l’arte di alta qualità, con un’affluenza particolarmente forte da parte dei collezionisti pan-asiatici

Cassi Namoda The sensual side of Gods day, 2023 oil on Belgian linen 152.4 x 182.9 cm 60 x 72 in. Photo-credit_ HV-studio Courtesy of the Artist and Xavier Hufkens, Brussels

Ma il pubblico di Hong Kong ha saputo già essere attento anche alle nuove proposte, presentate con una sezione di livello all’interno della sezione Discoveries, dove gallerie di Los angeles come In Lieu ha presentato una personale dell’artista di prima generazione Asiatica-americana Pauline Shaw con i suoi lavori su feltro che intrecciano saperi artigianali e simbolismi mitologici cinesi, con la scienza e i limiti del corpo ( vendite fra i $8,000-$19,000 $8,000i-$19,000); da Commonwealth & Council invece un’ambiziosa presentazione multimediale dell’artista Kenneth Tam, con sold out istituzionale di uno dei video e interesse vario per altre opere collegate sia scultoree che fotografiche presenti in stand che trattano dei conflitti dell’ identità Asiatica/americana, che probabilmente risuonano anche in una internazionalità di una città di mix culturali come Hong Kong (range $8.000/30.000).

Pauline Shaw Coil, 2023 Felted wool, silk, cotton scrim 59 x 42 x 1 in 149.9 x 106.7 x 2.5 cm_ Courtesy The Artist and In Lieu

Fra gli highlights delle tante mostre di livello inaugurate durante Art Basel Hong Kong, sicuramente il nuovo museo M+, nella cui facciata ha presentato una installazione LED video inedita di Pipilotti Rist, con il supporto della sua galleria Hauser & Wirth, che ospita allo stesso tempo una personale di Rashid Johnson nella sede in H queen.

Nello stesso edificio, Pace ha puntato sulle atmosfere sospese e filosofiche del maestro cinese Zhang Xiaogang mentre, da David Zwirner, Rirkrit Tiravanija per il suo primo show con la galleria, che ne ha assunto da poco la rappresentanza, ha trasformato I lussuosi interni in un labirintico negozio di riparazione di ombrelle, tipico in Hong Kong, che termina in stanze dove robot fanno pulizia di quel caos estetico e mentale. 

Continua il momentum anche per il maestro della Transavanguardia con base a New York Francesco Clemente, ai cui disegni LGDR ha dedicato una mostra nella galleria sempre in Central, mentre l’edificio del Pedder Building  (una volta unico in central per le gallerie e ben più popolato ) pare dedicarsi all’astrazione, con i nuovi lavori di Katharina Grosse, Sold out da Gagosian ($270,000/300,000) e un straordinario group show curato da LVH ART che riunisce artiste astratte che vanno da Joan Mitchell e Lynne Dexler fino a Donna Huanca

Mark-Blower-230320-Art-Basel-Hong-Kong-0173-Courtesy of the artist and Commonwealth and Council, Los Angeles and Mexico City Photo by Mark Blower

Al K11 Musica del tycoon e super collezionista Adrian Cheng una mostra dedicata alla Street e graffiti art  “City As Studio” inaugurata con una cena piena di star del sistema dell’arte come  Klaus Biesenbach della Neue Nationalgalerie ; Maja Hoffmann, della Luma Foundation o Caroline Bourgeois, curatrice della Pinault Collection, fra i tanti.  

Anche le case d’asta continuano a credere e investire nella città come base per raggiungere il mercato asiatico: Sotheby’s ha da poco annunciato per il 2024 l’apertura di una nuova sede a Hong Kong aggiungendosi così a Christie’s e Phillips che già svolgono regolarmente vendite, ma che si stanno già espanderci la prima presso un nuovo grattacielo firmato Zaha Hadid nel 2024, l’altra aprendo già in questa settimana una sede fronte M+ nel West Kowloon Cultural District.

E se alcune gallerie internazionali avevano rinunciato o interrotto la programmazione a Hong Kong durante pandemia e proteste, gran parte di queste sono ritornate con progetti di qualità in settima mentre l’Hong Kong Art Gallery Association ha riportato quest’anno un boom di nuove realtà locali negli ultimi anni, con un aumento del numero dei membri del 27%.

Art Basel Hong Kong 2023. ABHK23, Misc, General Impressions, PR, MC

L’energia che si è respirata in questi giorni a Hong Kong, può sicuramente fare invidia a quella di altri centri come New York.  La città si conferma uno degli hub artistici e finanziati principali della regione sebbene oggi affiancata da altre località dell’arte emergenti come Seoul e Singapore. Ma, come qualcuno ha commentato, l’Asia è abbastanza grande per avere più hub come succede per Europa e Stati Uniti, e i vantaggi soprattutto fiscali e di semplicità di transazioni di Hong Kong la rendono uno dei terreni privilegiati di vendite a diverso livello

L’ambizione della città pare oggi essere non solo quella di confermarsi come capitale del mercato dell’arte, ma anche culturale, come testimoniano gli ingenti investimenti recenti nel settore e la decisione di ospitare negli stessi giorni il Museum Summit in collaborazione con Gli Uffizi, con ospiti di primo livello come  Michael Govan del LACMA, Klaus Biesenbach direttore of Neue Nationalgalerie Berlino, e tanti altri direttori dei principali musei al mondo. 

Dalle prime edizioni di Art Basel la città è sicuramente cambiata, dimostrando in questa settimana anche una proposta museale di primo livello come mostra dedicata a Joan Mirò all’Hong Kong Museum of Art  in pieno rilancio e appunto l’apertura del tanto atteso M+ per l’arte contemporanea ma anche design e architettura della regione, che ha inaugurato con una ricca retrospettiva di Yayoi Kusama e la presentazione della straordinaria collezione Sigg di arte contemporanea cinese, donata al museo.

White Cube, David Altmejd, The Vector (2022), presente nella sezione Encounters di Art Basel Hong Kong. Courtesy: White Cube

A questi si aggiunge un progetto curatoriale estremamente progressista, per il contesto locale,  su artisti e mitologie LGBTQ simbolicamente ospitata al Taikwun Contemporary, centro culturale dentro a un’ex prigione, e sostenuta dal Sun Pride foundation.

Ora la questione rimane quanto la città sarà in grado di creare un ecosistema sostenibile di arte e creatività, nonostante gli affitti esorbitanti e la minaccia di censura che non agevolano certo artisti, componente fondamentale nel tempo. 

Sicuramente questa Art Basel ha dimostrato che il mercato asiatico, e quello di Hong Kong in particolare, rimane forte, in crescita e sempre più sofisticato con nuove generazioni con profilo e educazione internazionale,  che si uniscono oggi alla base di collezionisti nella regione.

Elisa Carollo
Elisa Carollo
Elisa Carollo è art advisor, curatrice e appraiser conforme alla normativa USPAP, con un focus particolare sull' arte contemporanea e ultracontemporanea. Ha conseguito un master in Art, Law and Business presso Christie's New York e un BA in Marketing e management delle industrie culturali e creative presso l'Università IULM di Milano. Lavora come consulente freelance per collezionisti, gallerie e artisti e collabora stabilmente con la Fondazione Imago Mundi di Treviso. Fa parte del gruppo curatoriale della Fondazione Quadriennale per il monitoraggio della scena artistica contemporanea italiana e dell'IKT (International Association of Curators of Contemporary Art). È parte del team della start-up Innextart. Fra le mostre organizzate, le prime personali in Italia di artisti come Kennedy Yanko, Veronica Fernandez, David Antonio Cruz e a curato a New York il programma del Pintô International.

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