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SEOUL ART WEEK: una scena in crescita, sempre più vibrante, ma non sufficiente al sold out

del

Si è appena conclusa la seconda edizione di Frieze a Seoul all’interno di una settimana dell’arte sempre più internazionale e ricca di eventi, distribuiti fra i vari distretti ( necessario, data l’estensione della città): le serate di Hannam (martedì), Cheongdam (mercoledì) e Samcheong (giovedì) hanno visto aperture serali supportate delle numerose istituzioni dedicate all’arte in città come tra cui Amorepacific Museum of Art, Art Sonje Center, Horim Museum, Ilmin Museum of Art, Leeum Museum of Art, Paradise Art Space, Seoul Museum of Art, SONGEUN e altre, che hanno dimostrato al pubblico locale e internazionale, ancora una volta, quanto vibrante e in crescita sia la scena artistica della città.

Non ha di certo poi guastato il coincidere quest’anno dell’art week con la fashion week, che ha portato alcuni dei top brand a sostenere e organizzare alcuni di questi eventi eventi in collaborazione con un’arte, percepita qui sempre più come fenomeno sociale in crescita, di cui sempre più vogliono sentirsi parte.

La crescente attenzione transgenerazionale del pubblico coreano per l’arte è stata comprovata dalla congestione fra gli stand di visitatori che senza sosta hanno affollato fin dalle prime ore di apertura Frieze (Settembre 6-9, 2023), fino alla chiusura Sabato.

Con una inaspettata inversione rispetto all’anno scorso, ad un anno dal lancio il fenomeno Frieze ha infatti già superato la storica fiera locale Kiaf (Settembre 6-10, 2023) organizzata dalla Galleries Association of Korea. questa è stata quest’anno decisamente più lenta, attivandosi più dal secondo giorno fino a domenica, con il disappunto del numero crescente di espositori internazionali che sono passati quest’anno passati da 60 a 80.

Frieze Seoul 2023, Courtesy Frieze Seoul 2023

Per entrambe, tuttavia, l’affluenza da record (70,000 per Frieze e 80,000 per Kiaf) non si è necessariamente tradotta in rapidi sold out: i collezionisti coreani si confermano più meditativi, con una tendenza a lunghe conversazioni, studio e a tornare più volte, prima di chiudere una vendita.

Inoltre, il mercato coreano pare essere ancora una volta volatile, soggetto a notevoli incrementi e cadute a seconda anche della situazione politica ed economica,

In una Frieze cresciuta di numero (da 110 a 120 espositori quest’anno) sono state comunque riportate vendite notevoli vendite fin dalle prime ore di VIP, grazie anche ai notevoli collezionisti giunti da paesi asiatici vicini come Cina, Thailandia, Indonesia e Giappone.

Già il primo giorno Hauser & Wirth poteva vantare la vendita di un George Condo da 800,000 USD e un Rashid Johnson da 975,000 USD ma anche una scultura di Paul McCarthy da 650,000 USD, un Angel otero da 125,000 USD e un’opera luminosa di Pipilotti Rist da 60,000 USD principalmente a collezioni locali.

David Zwirner ha invece venduto opere di Mamma Andersson, Katherine Bernhardt e Rose Wylie a prezzi compresi tra 250.000 e 550.000 USD, oltre a molteplici opere di Yayoi Kusama e dipinti di Josef Albers e Joan Mitchell. Anche la Lisson Gallery ha piazzato un’opera di Stanley Whitney per 550.000 USD e Pace ha venduto numerose opere, tra cui una rara scultura di Alexander Calder del 1965, un’opera su carta dell’artista del 1975 e un dipinto di Lee Kun-Yong per 250.000 USD.

Frieze Seoul 2023, Courtesy Frieze Seoul 2023

Il colosso locale, Kukje Gallery ha confermato vendite multiple di opere di alcuni degli artisti storici coreani più celebrati tra cui un’opera di Park Seo-Bo (tra 490.000 – 590.000  USD), un’opera di Ha Chong-Hyun (223.000 e 268.000 USD), un’opera di Kyungah Ham, venduta tra 110.000 e 132.000 dollari. Bene anche per l’altra storica dealer coreana Tina Kim, con uno stand  vincitrice del Inaugurale Frieze Seoul Stand Prizes e vendite  di diverse opere di Ha Chong-Hyun, Park Seo-Bo, Suki Seokyeong Kang, Maia Ruth Lee, Kang Seok Ho e altri per un valore compreso tra 20.000 e 250.000 USD.

Il mercato dell’arte coreana si conferma solido. Anche la Galleria Hyundai ha confermato una serie di vendite considerevoli, tra cui due opere di Seundja Rhee vendute fra 400.000- 450.000 dollari USD e la Galleria Hakgojae ha registrato vendite di opere degli artisti ByunWol-ryong e Haindoo per ₩100.000.000 ciascuno.

Non si possono lamentare nemmeno le italiane, molte delle quali già alla propria seconda volta a Seoul: MASSIMODECARLO ha riportato varie vendite in uno stand che vedeva un confronto fra il maestro coreano Yeesookyung (prezzi sui 140.000 USD ) e l’italiano Giorgio Griffa, oltre alla vendita di un Aaron Garber-Maikovska for $100,000.

Soddisfatte anche Galleria Continua con la vendita nei primi giorni di un Kapoor da 600,000 e 800,000 USD e Cardi, con vendite di ben 9 opere fra i 50,000 e 1,5 milioni USD, fra cui un Mimmo Paladino da 350,000 USD e Dan Flavin da 250,000 USD.

Galleria Continua a Frieze Seoul, Courtesy Frieze

Un apprezzamento crescente per l’arte italiana pare comunque in progress, grazie anche alla recente mostra La Grande Visione Italiana. La Collezione Farnesina e all’evento speciale Italy x Frieze, organizzato proprio per avvicinare il pubblico locale alla proposta delle gallerie italiane.

Mazzoleni ha commentato: “Assistiamo ad un crescente interesse per l’arte italiana del dopoguerra. Dopo il successo della giornata di apertura VIP, abbiamo osservato un flusso costante di vendite anche nel secondo giorno della fiera”.

Fra le vendite della galleria un lavoro di Bonalumi del 1975 (70.000- 90.000 USD), dei paesaggi luminosi di Salvo, e delle combustioni di Nunzio (90.000-150.000 USD).

Frieze Seoul 2023, Courtesy Frieze Seoul 2023

In generale, le mega-gallerie note a livello internazionale hanno preferito giocare sicuro assecondando l’estetica pop e flash che continua ad essere preferita nella regione, come poi i nomi blue chip facilmente riconoscibili come i colorati Ugo Rondinone che dominavano lo stand di Gladstone, le numerose opere di Yayoi Kusama nello stand di David Zwirner e i colorati simil Andy Warhol firmati da Simon Fujiwara da Esther Schipper. Quest’ultima ha però voluto sorprendere il pubblico e puntare ad attrarre interesse istituzionale anche con una performance di Pierre Huyghe (Role Announcer) in ingresso, sotto una luminosa Marquee di Philippe Parreno.

Cylinder at Kiaf Seoul 2023, Courtesy Frieze Seoul

Scoperte più interessanti a Frieze si potevano fare più nella sezione Focus Asia che ospitava molte delle gallerie emergenti in città, fra cui lo stand di Cylinder con una criptica installazione dell’artista Sinae Yoo, di cui un lavoro è stato acquisto da un’istituzione locale ed è valso un ben meritato premio nella sezione.

Dooyong Ro, direttore di Cylinder, ha dichiarato: “Siamo felici di aver vinto il primo Focus Asia Stand Prize e siamo lieti che la nostra presentazione personale di Sinae Yoo sia stata accolta così bene. È il primo anno che esponiamo a Frieze Seoul e non poteva andare meglio di così”.

Kiaf Seoul 2023, Courtesy Kiaf Seoul

Al piano inferiore, nonostante la fiducia di varie gallerie internazionali (+33% rispetto l’anno scorso) Kiaf quest’anno si è invece rivelata decisamente più regionale, con molti dei collezionisti dei paesi limitrofi che ne hanno persino evitato la visita – viene da domandarsi se la situazione geopolitica della regione, e la specifica posizione attuale della Corea rispetto Cina e Giappone, abbiano in qualche modo contribuito a ciò.

30 gallerie hanno partecipato per la prima volta a Kiaf SEOUL 2023, tra cui Denny Gallery (New York), Galerie Marguo (Parigi), Galerie Thomas (Monaco di Baviera), IAH (Seoul), Lucie Chang Fine Arts (Hong Kong), Pangée (Montreal), The Hole (New York), Triumph Gallery (Pechino) e Tuesday to Friday (Valencia) e nella sezione Kiaf Plus Carlye Packer (Los Angeles), Cob Gallery (Londra), Everyday Mooonday (Seoul), Gallery KUZO (Seoul), Gallery STAN (Seoul), Swivel Gallery (New York), ThisWeekendRoom (Seoul) e Tuesday to Friday (Valencia).

Fra gli stand degni di nota a Kiaf sicuramente l’irriverente “The Great Shit Show” da Shilla Gallery: lo stand ha accostato una  Merda d’artista (1961) dell’artista italiano Piero Manzoni a a barattoli sigillati che in modo simile  conterrebbero le feci liofilizzate di un diverso player (anonimo) del mondo dell’arte, tra cui un collezionista, un critico d’arte, un regista e un mercante.

I visitatori della fiera erano invitati a fare un’offerta silenziosa per ogni barattolo di feci trattate fino alla chiusura della fiera, domenica, quando l’asta si è conclusa con un’offerta di 50,000 USD per una nuova versione della Merda d’artista (2023, Corea). L’operazione  “Mette in discussione il valore dell’arte, se si basa sul valore biologico o su quello sociale“, ha dichiarato Lee Joon Yub, direttore della galleria.

Fra le altre notevoli vendite a Kiaf, i vari Ugo Rondinone da Kukje Gallery con prezzi dai 55,000 ai 288,000 USD e vari stand sold out nell’ultra-contemporaneo internazionale, come il solo show di Madeline Bialke (prezzi 4,000/5,000 USD) da New Child, il solo booth di Drew Dodge da Stephen Turner (20,000 / 40,000 USD)  e il booth di Carl Kostyal con opere fra i USD 10,000-35,000. Buone vendite anche per le new entries basate a New York come Mrs., Rachel Uffner e Swivel Gallery.

“The Great Shit Show” , Shilla Gallery at Kiaf Seoul 2023. Courtesy Shilla Gallery.

L’ evidente congestione di calendario tra la Seoul e New York Art Week (quest’anno nelle medesime date) e le varie mostre di apertura in tutto il mondo non costringono solo le gallerie ad un dispiegamento estremo di forze e risorse, ma anche gli stessi collezionisti a uno sforzo di attenzione spesso difficile da ottenere oggi.

La domanda, ancora una volta, è quanto questo ritmo è davvero sostenibile, sia dal punto della domanda che della stessa offerta?

Sicuramente Seoul, e la Corea, in generale ha confermato ancora una volta la presenza di un pubblico per l’arte in crescita anche se in fase di sviluppo e educazione nell’ambito del collezionismo vero e proprio. Vari segnali tuttavia questa settimana fanno presagire una continua crescita del settore in un mercato decisamente fra i più interessanti oggi, con un’intera nuova generazione di collezionisti sempre più attiva, ma anche sempre più  sofisticata e selettiva.

Elisa Carollo
Elisa Carollo
Elisa Carollo è art advisor, curatrice e appraiser conforme alla normativa USPAP, con un focus particolare sull' arte contemporanea e ultracontemporanea. Ha conseguito un master in Art, Law and Business presso Christie's New York e un BA in Marketing e management delle industrie culturali e creative presso l'Università IULM di Milano. Lavora come consulente freelance per collezionisti, gallerie e artisti e collabora stabilmente con la Fondazione Imago Mundi di Treviso. Fa parte del gruppo curatoriale della Fondazione Quadriennale per il monitoraggio della scena artistica contemporanea italiana e dell'IKT (International Association of Curators of Contemporary Art). È parte del team della start-up Innextart. Fra le mostre organizzate, le prime personali in Italia di artisti come Kennedy Yanko, Veronica Fernandez, David Antonio Cruz e a curato a New York il programma del Pintô International.
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