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Storie di un archivio e di una collezione che cresce. Massimo Stefanutti ci racconta La Gondola

del

Venezia è bella e questa volta, è il caso di dirlo, ci vivrei pure! Venezia è bella perché riesce ogni volta a stupirti, rubarti un pezzo di cuore.

Siamo arrivati in laguna giovedì 20 maggio, giusto due giorni prima l’inaugurazione di questa tanto attesa Biennale. Si sentiva, la città era pronta a esplodere. E ad accoglierci un po’ emozionato davanti alla Casa dei Tre Oci abbiamo incontrato l’Avvocato Massimo Stefanutti, presidente di un Circolo fotografico storico per Venezia e per l’Italia, il circolo la Gondola.

Accompagnandoci verso quello che gli associati della Gondola chiamano il bunker, il loro ufficio e quartier generale, il panorama che si scorge dalle finestre è come sempre emozionante. Solo un’immagine: il campanile di San Marco sullo sfondo e Canal Grande a un passo.

La storia del Circolo è senza dubbio appassionante: da ‘magazzino’ dei primi soci ad archivio organizzato, documentato e oggi associazione attiva. Vari spostamenti e traslochi hanno segnato la sua evoluzione fino a stabilizzarsi oggi ufficialmente al Centro Civico della Giudecca e conquistare anche parte della Casa dei Tre Oci, sede dell’archivio vero e proprio.  

Ma vi siete mai chiesti come nasce un archivio fotografico? Per quanto riguarda la storia de La Gondola, la prima idea di archivio vero nacque negli Anni 80, quando l’allora presidente Manfredo Manfroi cominciò a raccogliere in maniera sistematica le fotografie scattate dai soci.

A mano a mano che la raccolta andava avanti, si capì che era necessario mettere in sicurezza la collezione che si stava costituendo quasi spontaneamente. Occorreva iniziare a progettare un’attenta catalogazione e un’altrettanta curata digitalizzazione, anche perché i lasciti continuavano ad arrivare e la faccenda stava diventando sempre più complessa e articolata.

Posso dire che, chiacchierando con l’Avvocato ci siamo resi conto che la passione e l’entusiasmo che hanno messo in moto l’interno progetto fin dai suoi primi anni di vita, sono anche oggi la scintilla che permette al Circolo di procedere con cura e di gestire un fondo storico e in continua espansione. Sì, perché l’archivio inteso in forma tradizionale, è solo la metà del Circolo. Il resto è nuova fotografia, new entry contemporanee e non solo.

Secondo Aldo Brandolisio, responsabile dell’archivio insieme ad altri soci volontari, il fondo oggi può vantare un monitoraggio costante su più della metà dei pezzi conservati. Durante il backstage della nostra intervista, mentre Massimo e Aldo ci facevano vedere il loro metodo di documentazione navigando nel software progettato proprio per l’Archivio, ci siamo ritrovati davanti ad un elenco infinito. E già, il fondo conta oltre alle fotografie nuove, 26.000 vintage e circa 30.000 diapositive!

Complimenti al lavoro dei soci, complimenti all’energia che mette in moto un’impresa culturale che cura nel vero senso della parola dando coì possibilità a giovani studenti, appassionati e ricercatori di esplorare un patrimonio davvero affascinate.

Spero di tornare presto in laguna e spero di ritrovare ancora prima Massimo Stefanutti e gli altri soci de La Gondola, che con le loro immagini rendono un po’ più tangibile il nostro passato.

Gino Fienga
Gino Fienga
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