La Galleria Secci rappresenta l’Archivio Concetto Pozzati

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Si aperta a Bologna con Concetto Pozzati XXL, la prima grande mostra antologica dell’artista realizzata in una sede museale dopo la sua scomparsa nel 2017, la nuova collaborazione tra la Galleria Secci e l’Archivio Concetto Pozzati per la promozione dell’opera dell’artista annunciata pochi giorni fa.

“Il dialogo e il lavoro congiunto tra la galleria e l’archivio – si legge nella nota inviata alla stampa dalla galleria – sono focalizzati a rilanciare la presenza della figura dell’artista sulla scena italiana e internazionale attraverso la conoscenza, diffusione e tutela dell’opera del maestro e una rinnovata presenza in fiere ed eventi istituzionali, pubblici e privati, delle sue opere al fine di proseguire il lavoro portato avanti dal maestro”.

Concetto Pozzati ritratto nel suo studio di Bologna da Paolo Monti nel 1969 (Fondo Paolo Monti, BEIC)

Tra i primi progetti che verranno presentati dall’Archivio assieme alla Galleria, Concetto Pozzati XXL, appunto, che nelle sale del bolognese Palazzo Fava – il Palazzo delle Esposizioni di Genus Bononiae – presenta, fino all’11 febbraio, circa cinquanta opere provenienti dall’Archivio Concetto Pozzati, alcune inedite o non più esposte da tempo, tra dipinti di grande formato, lavori tridimensionali e su carta – come la monumentale installazione Dopo il tutto (1980) costituita da 301 disegni – che compongono una rassegna organica e affascinante, in grado di contribuire a gettare una luce sulla produzione più significativa e meno nota dell’autore. Oltre a realizzare un grande desiderio dello stesso artista che aveva lungamente sognato di realizzare proprio a Bologna una mostra di opere di grandi dimensioni.

Una vista della mostra Concetto Pozzati XXL presso in corso presso il Palazzo delle Esposizioni di Genus Bononiae

Curata da Maura Pozzati, critica d’arte e docente, curatrice e direttrice dell’Archivio Concetto Pozzati, la mostra di Palazzo Fava delinea, così, un percorso non cronologico ma suddiviso per temi, suggerendo un dialogo intimo tra i quadri del pittore, gli affreschi e gli elementi architettonici e decorativi di Palazzo Fava.

Le opere scelte per questa esposizione, allestite nelle 5 sale del Piano Nobile e nelle stanze del Piano Galleria, attraversano e ben illustrano le fasi principali della sua carriera, a partire dal clima informale della fine degli anni ’50, passando per le opere iconiche della metà degli anni ’60, riconducibili al periodo “Pop”, fino alla produzione degli anni ’70 – la meno conosciuta – che risentì del clima concettuale e sperimentatore del tempo, per giungere alla pittura densa e carnosa degli anni ’80, ’90 e 2000, che registra l’interesse dell’artista per gli oggetti del quotidiano e d’affezione, fino all’ultima folgorante serie, Vulvare, del 2016.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany il primo blog italiano dedicato al mercato e al collezionismo d’arte contemporanea. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura. Nel 2019 e 2020 ha collaborato al Report “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private. Autore di vari saggi su arte e critica in Italia tra Ottocento e Novecento, ha recentemente pubblicato la guida “Comprare arte” dedicata a chi vuole iniziare a collezionare.

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