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Accortezze domestiche per conservare al meglio la tua collezione

del

Immaginiamo che un’opera d’arte sia un organismo vivente, ad esempio una pianta.

Quando acquistate o vi regalano una pianta, la prima cosa a cui pensate è dove potete farla sopravvivere nella vostra bella casa. Se non siete tanto pratici di giardinaggio, sicuramente sceglierete l’angolo in cui potrete godervela al meglio ma se possedete il pollice verde, saprete benissimo che per farla sopravvivere il più a lungo possibile è necessario trovargli la posizione più adatta.

Dovrà essere ben illuminata ma non al sole diretto, lontana da fonti di calore e in uno spazio con l’umidità adeguata; una volta trovata la posizione giusta dovrete, poi, innaffiarla quanto basta e controllare periodicamente che nessun insetto o strana muffa la attacchi. Allo stesso modo, quando un’opera d’arte entra a far parte della vostra collezione, ci sono alcune semplici accortezze da osservare per conservarla al meglio, tenuto conto della tipologia di opera e dei materiali che la compongono.

La cosa più importante a cui fare attenzione è senz’altro la posizione: scegliete con cura la parete o l’angolo giusto dove conservarla e la vostra opera non soffrirà in alcun modo. La corretta collocazione di un’opera d’arte non implica, infatti, un’attenzione rivolta unicamente all’estetica (dai colori delle pareti che la circondano, alle altre opere nei dintorni, allo stile dell’arredamento che richiama) ma deve essere valutata soprattutto da un punto di vista conservativo.

Questo perché la maggior parte delle opere d’arte è molto sensibile a tre diversi fattori ambientali: luce, temperatura e umidità.

Innanzitutto evitate fonti di luce diretta, poiché qualsiasi materiale reagisce negativamente all’irraggiamento solare prolungato (le cromie tendono a sbiadire, la carta e le vernici ad ingiallire etc.). Se la parete prescelta per la collocazione dell’opera è particolarmente illuminata, quindi, una soluzione potrebbe essere quella di coprire le finestre con delle tende nelle ore più assolate.

Ulteriore fattore da tenere sotto controllo è la temperatura ambientale. Il calore, infatti, tanto scaturito da fonti naturali (sole) quanto da fonti artificiali (termosifoni e camini), può determinare possibili degradi dei materiali costitutivi dell’opera. Da evitare, quindi, l’appensione vicino a fonti di calore delle opere più delicate, quali tele, carte o istallazioni polimateriche composte da materiali che potrebbero rammollirsi inglobando al loro interno la polvere (ad es. cera, catrame, vernici). Questi spazi potranno invece ospitare opere realizzate con materiali resistenti alle alte temperature, come il vetro, la terra cotta o il metallo.

Ultimo fattore rilevante è l’umidità. Le variazioni di umidità improvvise possono favorire, infatti, il proliferare di funghi e causare deformazioni dei supporti di origine vegetale o animale (tela, carta, pergamena, legno). Siate, dunque, sempre molto cauti nel disporre opere della vostra collezione in stanze della casa quali il bagno o la cucina, ambienti in cui potrebbero esserci sbalzi improvvisi di umidità dovuti ad accumuli di vapore acqueo (soprattutto in prossimità della doccia o dei fornelli).

Meglio scegliere per questi spazi materiali resistenti all’umidità, come ad esempio istallazioni in plastica o sculture in pietra.

Ultimo consiglio è senza dubbio quello di monitorare costantemente la vostra collezione. Come per le piante, fondamentale è saper riconoscere se qualcosa sta cambiando: fate attenzione a possibili macchie che compaiano da un giorno all’altro sulle vostre opere, poiché potrebbero essere causate da un attacco fungino dovuto alla presenza di umidità o sintomo della presenza di insetti; o ancora osservate la variazione delle cromie degli strati pittorici delle vostre opere, poiché potrebbero essere dovute ad una loro scorretta illuminazione.

Prestate, in definitiva, sempre attenzione alle eventuali modifiche dell’opera nel tempo, queste potrebbero, infatti, essere il campanello d’allarme che una delle accortezze che vi ho suggerito non è stata rispettata. Documentate tutto e, in caso di dubbi, contattate il vostro conservatore di fiducia che saprà darvi ottimi consigli su come intervenire prontamente.

E non temete, a mano a mano che la vostra collezione aumenterà e la varietà di opere e di materiali crescerà anche il vostro “pollice verde” si affinerà. Buon divertimento!

Sara Stoisa
Sara Stoisa
Sara Stoisa è un'Art Collection Manager specializzata nella gestione, archiviazione e conservazione delle collezioni d'arte. Laureata in Restauro dei Beni Culturali presso la Venaria Reale, si è specializzata nella creazione e curatela di archivi d'arte privati e archivi d'artista, oltre all'attività di restauro e consulenza in ambito conservativo delle opere.

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