Da Reinstein a Sottsass: un secolo di design all’asta da Capitolium Art

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L’8 luglio 2026 Capitolium Art mette in asta una selezione di oggetti e arredi che attraversa oltre settant’anni di storia del design, dagli esordi del Novecento mitteleuropeo fino al postmoderno italiano degli anni Ottanta. Le stime dei principali lotti spaziano da 800 a 6.000 euro, delineando un catalogo rivolto sia ai collezionisti sia a chi si avvicina al design storico.

Il design non è un capitolo marginale nel catalogo di Capitolium Art: negli ultimi anni la casa d’aste ha costruito in quest’area una competenza riconosciuta, sostenuta dal lavoro di ricerca del capo dipartimento Luigi Bosa, che punta con decisione anche sulla riscoperta di autori europei poco noti al grande pubblico ma centrali nella storia delle arti applicate. L’asta dell’8 luglio ne è un esempio: un percorso attraverso il Novecento che spazia dal mobile in cartone pressato ai vetri di Murano, dall’alluminio verniciato all’alabastro, seguendo l’evoluzione del gusto e delle tecniche produttive.

Anni Dieci: la riscoperta di Hans Gunther Reinstein

Tra i lotti più interessanti sotto il profilo storico figura il numero 5: un salottino composto da divanetto, tre poltroncine e tavolo progettato da Hans Gunther Reinstein (1880-1938), realizzato nel 1908 per la Vereinigte Möbelfabriken o la Press-Stoff-Möbel-Gesellschaft, nell’area austro-tedesca.

L’accostamento tra legno laccato e cartone pressato laccato rappresenta una delle sperimentazioni più originali del primo Novecento. Il salottino è documentato sia sulla rivista The Studio del 1913 sia nel volume che Beatriz Martens ha dedicato al mobile in cartone (Das Kartonmöbel, Technische Universität Wien, 1995). Proposto con una stima di 4.000-6.000 euro, il lotto testimonia l’attenzione che il dipartimento Design dedica anche a figure europee oggi poco conosciute.

Anni Trenta: Gio Ponti e i vetri di Murano

Per gli anni Trenta spicca un vaso di Gio Ponti, eseguito da Nino Ferrari intorno al 1936, corredato da expertise degli Archivi Gio Ponti e documentato su Domus nel 1938. La stima è di 2.000-3.000 euro.

Accanto compare una coppia di lampade da parete Barovier & Toso, in vetro opalescente decorato a macchie verdi e ambra, conservate con l’etichetta cartacea originale della manifattura: un dettaglio che nel mercato del vetro muranese costituisce spesso un importante elemento di garanzia e contribuisce alla valutazione del pezzo, stimato anch’esso 2.000-3.000 euro.

Anni Cinquanta: dall’illuminazione italiana al design scandinavo

Gli anni Cinquanta mettono a confronto due diverse culture del progetto.

Da una parte la lampada da tavolo modello 12398 di Angelo Lelii per Arredoluce, in alluminio verniciato, ottone e marmo, censita nel catalogo ragionato della manifattura e proposta con una stima di 1.800-2.400 euro.

Dall’altra una coppia di poltrone della danese Horsnaes Moebler, in legno e rattan, ancora provviste dell’etichetta metallica originale: un esempio del design nordico che negli stessi anni si sviluppava parallelamente alla scuola italiana. La stima è di 2.000-3.000 euro.

Anni Sessanta e Settanta: tra scultura, arredo e Sottsass

Il percorso dedicato agli anni Sessanta e Settanta si articola su registri differenti.

Le otto sedie in ferro battuto e forgiato firmate da Salvino Marsura restituiscono la componente più artigianale e scultorea dell’arredo italiano del periodo.

La scultura in legno scolpito di Fuke Yasuo, proveniente da Villa Rossi di Albizzate, introduce invece una presenza artistica all’interno della selezione.

Ettore Sottsass (1917 – 2007)_Lampada da tavolo Limante, Visotsi_Murano, anni Settanta_Vetro lattimo con base e dettagli in vetro trasparente rosso_Base d’asta: € 2000,00_Stima: € 3000,00 – 4000,00

Chiude il decennio la lampada da tavolo Limante, prodotta da Visotsi a Murano su disegno di Ettore Sottsass, in vetro lattimo con base e dettagli in vetro trasparente rosso. Stimata 3.000-4.000 euro, rappresenta un significativo esempio della ricerca di Sottsass nel campo del vetro muranese.

Anni Ottanta: Mangiarotti, Bartoli e Del Pezzo

Gli anni Ottanta raccontano due diverse interpretazioni del design italiano.

I tre vasi in alabastro progettati da Angelo Mangiarotti e realizzati dalla Società Cooperativa Artieri dell’Alabastro di Volterra nel 1982 documentano il rapporto dell’architetto con le lavorazioni artigianali della pietra. La stima è di 1.800-2.400 euro.

Più alta la valutazione della cassettiera M/2 della serie Intarsi, nata dalla collaborazione tra Carlo Bartoli e Lucio Del Pezzo per Rossi di Albizzate. Prodotta in cento esemplari e documentata su Domus nel 1984, è proposta con una stima di 2.500-3.500 euro e rappresenta uno degli esempi più significativi dell’incontro tra design industriale e ricerca artistica tipico del decennio.

Un mercato che amplia lo sguardo sul Novecento

Al di là dei singoli lotti, la selezione proposta da Capitolium Art riflette il crescente interesse del mercato per figure meno note del design europeo del primo Novecento, accanto ai grandi protagonisti italiani del dopoguerra.

In questa prospettiva il salottino di Hans Gunther Reinstein rappresenta uno dei nuclei più interessanti dell’asta: non tanto per la stima, relativamente contenuta, quanto perché richiama l’attenzione su una stagione della progettazione europea ancora poco rappresentata rispetto ai nomi più consolidati del design italiano.

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