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venerdì, Dicembre 9, 2022

Introduzione al Sistema dell’Arte

del

diventa il miglior conservatore della tua collezione!

Quanti di voi saprebbero dire con precisione che cosa si intende con Sistema dell’arte? Probabilmente pochi. Eppure tutti noi, in modo più o meno consapevole, ci entriamo in contatto abbastanza spesso: quando varchiamo la soglia di una galleria per un’inaugurazione, visitiamo un museo o, più semplicemente, quando leggiamo l’articolo di un critico che parla di un determinato artista.

Ridotto ai minimi termini, infatti, il Sistema dell’arte non è altro che quella “catena” che dall’artista va al collezionista (pubblico o privato), passando per i critici e le gallerie. E, cosa fondamentale, è al suo interno che avvengono quei passaggi di legittimazione che portano un “manufatto” ad assumere il rango di opera d’arte e il suo creatore a quello di artista. Capite bene, allora, che conoscerne la struttura e il suo funzionamento è piuttosto importante se si vuole intraprendere un’avventura come quella del collezionismo.

E visto che quello del collezionista è un vero e proprio viaggio attraverso il Sistema dell’Arte proviamo a dare un’occhiata alla mappa di questa particolare “isola del tesoro” così da averne una visione d’insieme seguendo il percorso tracciato da Alessia Zorloni in L’economia dell’arte contemporanea, testo di riferimento, almeno in Italia, per capire quali siano le dinamiche che stanno dietro al mercato dell’arte nel XXI secolo:

La "mappa" del sistema dell'arte
La “mappa” del Sistema dell’Arte (Fonte: A. Zorloni)

A sinistra trovate l’offerta (artisti, galleristi, case d’asta ecc.); a destra la domanda (collezionisti, musei, fondazioni ecc.) e, al centro, come una grande cinghia di trasmissione, il mercato.  Completa lo scenario tutta una serie di attività di supporto come i servizi assicurativi, le ditte di trasporti specializzate in movimentazione di opere d’arte ecc. Insomma, quello che potremmo definire come l’indotto di questo particolare settore economico.

Per quanto si sia tentati di pensarlo, quello dell’arte non è un Sistema isolato ma si tratta, al contrario, di un mondo che interagisce in modo significativo con l’ambiente circostante. Tant’è che, sia a livello globale che locale, il Sistema dell’Arte è soggetto a numerosi condizionamenti esterni, che vanno dalle politiche culturali allo stato di salute dell’economia di un Paese, passando per l’istruzione, l’informazione e le abitudini delle persone in termini di scelte per il tempo libero. Tutti fattori che fanno sì che il Sistema dell’Arte di una nazione sia più o meno forte e, di conseguenza, abbia più o meno peso nello scacchiere internazionale. Ecco spiegato perché i nostri giovani artisti, per quanto talentuosi, faticano così tanto ad affermarsi, in particolare all’estero.

Il Sistema dell’Arte, sia a livello globale che locale, è soggetto a molteplici condizionamenti.
Il Sistema dell’Arte, sia a livello globale che locale, è soggetto a molteplici condizionamenti.

Ma lasciamo da parte, per un momento, le polemiche, e cerchiamo adesso di capire come si sviluppa, idealmente, il “ciclo di vita” di un artista all’interno di questo Sistema che, alla resa dei conti, ha un carattere più relazionale che economico. Per quanto, negli ultimi decenni, il mercato abbia assunto un peso sempre maggiore nel definire quello che è “in” e quello che è “out”. Ma di tutto questo avremo modo di parlare nelle prossime settimane.

Quello che è fondamentale capire in questo momento è il modo di “ragionare” del Sistema dell’Arte, ossia i vari passaggi di legittimazione che portano al successo un artista invece di un altro. Passaggi in cui le caratteristiche fisiche di un’opera hanno veramente poca voce in capitolo. Chiunque abbia fatto un giro in una fiera d’arte contemporanea sa cosa intendo.

Come in un grande videogame, perché un artista riesca ad entrare e a far carriera nel Sistema dell’Arte è necessario che superi vari gradi di riconoscimento. Il primo dei quali è certamente quello di essere selezionato da una galleria che lo introduca nel Sistema. A questo punto è necessario che del suo lavoro si parli e si scriva; che le sue opere siano vendute, comprate e scelte per una mostra. In altre parole che attorno all’artista cresca il consenso da parte dei vari attori del sistema: critici, curatori, collezionisti, galleristi, giurie di premi, musei ecc. Se tutto ciò avviene l’artista va avanti e si incammina verso un potenziale successo. Per questo, come ho già detto in passato, dare uno sguardo al curriculum di un artista può aiutare a capirne le potenzialità future. Ovviamente ogni carriera ha il suo ritmo che, talvolta, può essere accelerato da mode passeggere. Ma in questo caso, molto spesso, il rischio “meteora” è in agguato.

Il ciclo della vita dell'artista (Fonte: A. Zorloni)
Il ciclo della vita dell’artista nel [glossary_exclude]Sistema dell’Arte[/glossary_exclude] (Fonte: A. Zorloni)

E’ sempre bene ricordare, d’altronde, che nel Sistema dell’Arte, come in altri settori, le cose possono cambiare e il riconoscimento ottenuto non è detto che sia permanente. L’approvazione raggiunta, perché duri nel tempo, deve essere rafforzata in modo costante, pena: la perdita di valore culturale ed economico. E’ quanto è successo, ad esempio, al nostro Sandro Chia, la cui carriera è stata irreparabilmente danneggiata dalla scelta di Charles Saatchi di vendere tutte le sue opere. A tutto ciò, infine, vanno aggiunte le mode che oggi portano in alto un genere o uno stile che, anche dopo poco, possono essere surclassati da un altri. Qui entra in gioco l’esperienza del collezionista che deve imparare a riconoscere una moda temporanea da una perdita di status permanente. Ma questo si impara col tempo, l’importate è sempre comprare qualcosa che ci piace e avere un approccio oculato, aggirandoci per il Sistema dell’Arte in modo consapevole e, soprattutto, etico. Quello dell’arte, d’altronde, è in primo luogo un mondo fatto di esseri umani e come tale ne possiede tutti i vizi e le virtù. Sta a noi decidere da che parte stare.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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