L’Archivio Valerio Adami apre ufficialmente il cantiere del catalogo generale dell’opera di Valerio Adami, uno dei progetti scientifici più attesi dedicati al maestro milanese. Affidato alla cura dello storico dell’arte Lorenzo Madaro, il lavoro prenderà in esame, in una prima fase, la produzione compresa tra il 1958 e il 1978, con l’obiettivo di completare questa sezione entro la fine del 2027.
La scelta di partire dai primi vent’anni di attività non è casuale. È in questo arco cronologico che Adami definisce il lessico visivo che lo renderà una delle figure più riconoscibili della pittura europea del secondo Novecento, sviluppando quel dialogo tra disegno, letteratura, filosofia e architettura destinato a caratterizzare tutta la sua ricerca.
A differenza dei tradizionali cataloghi generali a stampa, il progetto nasce direttamente in formato digitale. La piattaforma online sarà concepita come uno strumento in continuo aggiornamento, destinato a raccogliere schede scientifiche, immagini, provenienze, bibliografia, storia espositiva e nuova documentazione. Una soluzione che riflette l’evoluzione degli archivi d’artista, sempre più orientati verso strumenti dinamici capaci di accompagnare l’attività di ricerca e di rispondere con maggiore rapidità alle esigenze di studiosi, musei, collezionisti e operatori del mercato.
Contestualmente, l’Archivio ha rivolto un appello a collezionisti, fondazioni, istituzioni, musei e gallerie affinché segnalino dipinti, disegni, acquerelli e altro materiale documentario riconducibile alla produzione dell’artista. L’obiettivo è ricostruire nel modo più completo possibile il corpus delle opere, verificandone provenienze, storia collezionistica e vicende espositive.
Parallelamente alla catalogazione, Lorenzo Madaro sta lavorando a una monografia dedicata al ventennio 1958-1978, pensata come complemento critico del catalogo generale. Il volume approfondirà la formazione del linguaggio di Adami, i rapporti con il contesto culturale internazionale e la progressiva affermazione della sua autonomia all’interno della pittura del secondo Novecento.
L’avvio del catalogo generale conferma come gli archivi d’artista stiano assumendo un ruolo sempre più centrale non solo nella tutela dell’eredità culturale, ma anche nella costruzione di strumenti fondamentali per la ricerca storico-artistica e per la trasparenza del mercato.






