Il mercato del design storico italiano continua a mostrare segnali di solidità, sostenuto dall’interesse di collezionisti, galleristi e professionisti dell’interior design. A confermarlo è l’asta di Design organizzata da Wannenes il 9 e 10 luglio, conclusa con aggiudicazioni complessive pari a 1.159.025 euro, risultato che rafforza il buon andamento del dipartimento dedicato al design nel corso del 2026.
Illuminazione e grandi firme trainano le aggiudicazioni
Tra i lotti più contesi spicca la plafoniera firmata B.B.P.R. (lotto 85), variante del celebre modello 2045/a prodotto da Arteluce negli anni Sessanta, aggiudicata a 22.650 euro. Bene anche il tavolo progettato da Gio Ponti (lotto 50 bis), realizzato in legno di noce, ottone e vetro opalino e corredato da perizia Gio Ponti Archives, venduto per 16.400 euro.

L’illuminazione si conferma una delle categorie più richieste dal mercato. Una lampada a sospensione progettata da Max Ingrand nel 1955 (lotto 128) ha raggiunto 21.400 euro, mentre il modello 2088 degli anni Sessanta (lotto 138) è stato aggiudicato a 17.650 euro. Lo stesso interesse ha interessato anche il lotto 27, composto da tre lampade a sospensione modello 2126/1, e il lotto 139, formato da tre lampade da parete, entrambi battuti a 9.900 euro.
Positivi anche i risultati per il vetro di Murano. Tre plafoniere attribuite a Venini (lotto 303) hanno raggiunto 11.030 euro, mentre una coppia di lampade a plafone progettate da Carlo Scarpa e prodotte da Venini negli anni Trenta è stata aggiudicata a 9.110 euro.
Un mercato che premia qualità e selezione

Lotto 435_CARLO SCARPA_Coppia di plafoniere_Metallo verniciato, vetro cordonato lavorato a caldo_Produzione Venini anni ’30_Cm 72x32x14 ca._Aggiudicazione: € 9.110_Wannenes
La vendita si inserisce in un calendario che Wannenes ha progressivamente ampliato dopo i risultati ottenuti nelle precedenti aste di Design e nella sessione Forme | Selezione Milano, dedicando un appuntamento specifico al design italiano del Novecento.
Secondo Giacomo Abate, che dirige il dipartimento Design insieme ad Andrea Schito, il mercato sta premiando una selezione sempre più riconoscibile, caratterizzata da arredi e oggetti dal forte valore progettuale, con particolare attenzione alle opere meno frequenti sul mercato e alle linee più evocative.
Accanto alla qualità dei lotti, la casa d’aste attribuisce un ruolo importante anche al lavoro curatoriale svolto sul catalogo, pensato non solo come strumento di vendita ma come racconto capace di contestualizzare gli oggetti e valorizzarne la storia progettuale.
Un primo semestre 2026 in crescita
Il risultato dell’asta di luglio conferma un andamento positivo già emerso nei mesi precedenti. La vendita del 26 e 27 febbraio aveva infatti superato 1,4 milioni di euro, registrando una percentuale di venduto quasi doppia rispetto al monte riserve e una significativa partecipazione internazionale, in particolare di acquirenti francesi interessati agli arredi degli anni Trenta e Quaranta.
Anche Forme | Selezione Milano, andata in scena il 23 aprile in concomitanza con il Salone del Mobile, aveva chiuso con un totale di 925.806 euro, sostenuta dalla selezione monografica dedicata a Toni Cordero e dalle aggiudicazioni ottenute da progettisti come Gio Ponti, Carlo Scarpa, Carlo Mollino e Gabriella Crespi.
Nel complesso, il dipartimento Design di Wannenes archivia il primo semestre del 2026 con un fatturato vicino ai 3,5 milioni di euro, confermando la tenuta del mercato del design storico italiano e il crescente interesse verso arredi e oggetti d’autore del Novecento.
Le prospettive del mercato del design
Guardando ai prossimi appuntamenti, Wannenes individua nuove opportunità in segmenti ancora relativamente poco esplorati dal mercato. L’attenzione si concentra sulle produzioni delle prime decadi del Novecento e su una parte del design postmoderno, ambiti che stanno progressivamente attirando l’interesse di collezionisti e operatori.
Accanto alle opere dei grandi maestri, cresce inoltre la valorizzazione di pezzi meno noti o privi di una firma celebre, sempre più considerati espressione della qualità progettuale del loro contesto storico. Una tendenza che conferma come il mercato del design italiano stia ampliando il proprio sguardo oltre i nomi più affermati, premiando anche produzioni finora rimaste ai margini del collezionismo.




