Il contributo italiano alla creazione del mito americano è notevole. Sono diversi i connazionali che hanno avuto fortuna, esportando eccellenze come opere d’arte, antiquariato e connoisseurship. Due su tutti: Alessandro Contini Bonacossi e Federico Zeri.
Nel ventre di Parigi si sono succedute rivoluzione e controrivoluzione di tante cose, anche della pittura. La produzione di materiale per le Belle Arti ha per la prima volta un carattere semi industriale e sul mercato arrivano una gran quantità di nuovi pigmenti sintetizzati artificialmente.
Van Eyck, introducendo la tecnica ad olio, diede il via a una rivoluzione che modificò l’idea stessa e le potenzialità della figurazione. Ma cambiare il mezzo fa cambiare inevitabilmente la cassetta dei colori. I fiamminghi rinnovarono, quindi, l’intera palette di pigmenti usati in pittura.
Se nella pittura bizantina il fondo oro è fondamentale in quanto spazio della luce, in quella italiana esso ha un valore più ornamentale. Il trionfo della prospettiva, poi, lo renderà via via obsoleto fino a farlo sparire.
Pensare alle opere d’arte come “esseri fragili” ci può aiutare a considerarle preziose e degne di maggiori attenzioni: la fragilità non deve essere percepita, infatti, come qualcosa di negativo, ma piuttosto come il presupposto per la reazione. Ma quali potrebbero essere le fragilità di un’opera? Da dove derivano i suoi “malanni”?
I pigmenti, per la loro natura chimico-fisica e per il rapporto con il legante pittorico, possono alterarsi irrimediabilmente modificando l’aspetto originario di un dipinto. Questo è il caso della biacca, utilizzata da Cimabue negli affreschi di Assisi e virata dal bianco al nero.
La scelta dei materiali da utilizzare per il restauro di un’opera d’arte non è affatto casuale ma poggia su un fondamento teorico inspirato ai principi fondamentali del restauro che si sono delineati nella storia. Ovvero la riconoscibilità, la reversibilità e la compatibilità, il tutto nell’ottica di un minimo intervento.
Cosa comporta il rispetto di questi principi? Quali sono i vantaggi e quali le difficoltà?
-Stuff happens!-
Così risponde Donald Rumsfeld, segretario alla difesa del governo Bush, ai giornalisti che chiedono conto dei saccheggi fuori controllo incorsi nella Baghdad bombardata...