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Il collezionista è l’artista che firma la sua collezione

Come possiamo considerare una collezione come opera d'arte a sè stante? Come fare allora a conservare ogni suo pezzo?

La pittura ad olio di Jan Van Eyck nell’autunno del medioevo

Van Eyck, introducendo la tecnica ad olio, diede il via a una rivoluzione che modificò l’idea stessa e le potenzialità della figurazione. Ma cambiare il mezzo fa cambiare inevitabilmente la cassetta dei colori. I fiamminghi rinnovarono, quindi, l’intera palette di pigmenti usati in pittura.

Ogni opera ha il suo tarlo

Alcuni esseri viventi possono essere causa di deterioramento per le opere d’arte. Questi sono detti agenti biodeteriogeni e si dividono in microrganismi, piante e animali. Ma come riconoscerli? Sembrano infatti innocue e minuscole creature ma i danni che portano possono essere grandi ed irreversibili. Quando non si riesce a prevenirli, diventa oltremodo fondamentale individuarli in tempo e agire.

Come la pittura uccise il fondo oro

Se nella pittura bizantina il fondo oro è fondamentale in quanto spazio della luce, in quella italiana esso ha un valore più ornamentale. Il trionfo della prospettiva, poi, lo renderà via via obsoleto fino a farlo sparire.

La fragilità delle opere d’arte

Pensare alle opere d’arte come “esseri fragili” ci può aiutare a considerarle preziose e degne di maggiori attenzioni: la fragilità non deve essere percepita, infatti, come qualcosa di negativo, ma piuttosto come il presupposto per la reazione. Ma quali potrebbero essere le fragilità di un’opera? Da dove derivano i suoi “malanni”?

Colori scomparsi. L’alterazione cromatica dei pigmenti

I pigmenti, per la loro natura chimico-fisica e per il rapporto con il legante pittorico, possono alterarsi irrimediabilmente modificando l’aspetto originario di un dipinto. Questo è il caso della biacca, utilizzata da Cimabue negli affreschi di Assisi e virata dal bianco al nero.

I materiali per il restauro: tre regole per la scelta

La scelta dei materiali da utilizzare per il restauro di un’opera d’arte non è affatto casuale ma poggia su un fondamento teorico inspirato ai principi fondamentali del restauro che si sono delineati nella storia. Ovvero la riconoscibilità, la reversibilità e la compatibilità, il tutto nell’ottica di un minimo intervento. Cosa comporta il rispetto di questi principi? Quali sono i vantaggi e quali le difficoltà?

Magna e Liquitex. I colori acrilici che rivoluzionarono la pittura

I colori acrilici, immessi sul mercato dopo il 1950, liberarono la creatività degli artisti dai vincoli della pittura ad olio, dando inizio ad una rivoluzione.

Vernice, la pelle della pittura

La vernice finale ha un ruolo primario nella pittura: come una pelle, essa ha sia una funzione protettiva che estetica.

Biacca e i suoi derivati

Alcuni materiali hanno dominato la storia dell'arte per poi cadere in disuso quando un prodotto migliore veniva messo sul mercato. É il caso della biacca e dei suoi derivati, che, sebbene tra i pigmenti non avessero rivali per facilità di produzione e affidabilità, hanno la controindicazione di essere estremamente tossici per la salute.

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